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Author Topic: Gennaio 2014 - (1 messages, Page 1 of 1)

massimoboe
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Owner - NortheK Accademia


Posted: Jan 18, 2014 03:12 PM          Msg. 1 of 1
Sono passati oramai 5 anni abbondanti dalla attuazione del progetto NortheK.

E’ dunque importante riassumere i punti di arrivo del marchio, ben conosciuto dagli astrofili impegnati e non solo in Italia.

A differenza di chi si improvvisa esperto costruttore, noi abbiamo affrontato questo progetto con idee ben chiare e con le giuste provvidenze economiche, commisurate alle capacità dell’azienda ma adeguate allo sforzo indispensabile per presentare un progetto di questa tipologia.

I modelli immessi sul mercato non sono moltissimi, ma rispondono esattamente alla idea che NortheK ha del prodotto astronomico, ovvero: il mercato strabocca di telescopi consumer di costo (a volte) basso e di altrettanta elevata difettosità. Chi ha esigenze e preferenze per un prodotto intermedio ad un costo accettabile, non aveva fino a 5 anni fa, una possibilità sul mercato. NortheK si è proposta in questo segmento di consumo, ed ecco perché ha spinto anche su schemi desueti (il cassegrain classico per esempio) ma che mantengono inalterata la loro prestanza a patto che siano costruiti con criterio.

Dietro questa filosofia, naturalmente, si nasconde una profonda conoscenza dei prodotti proposti da altri costruttori al mercato. Alcuni colleghi sono praticamente scomparsi, soprattutto per mancata innovazione di prodotto e incapacità di proporsi ai consumatori con adeguate risorse. Quelli che erano blasoni anni fa, oggi in funzione della evoluzione tecnica, non lo sono più. L’innovazione è l’unica strada percorribile per imporsi al mercato e poter dire la propria opinione.

NortheK non ha mai fatto marketing d’immagine, che è poi anche quello che fa più presa presso gli astrofili improvvidi. Il nostro marchio ha lavorato e lavora molto sui contenuti tecnici, non a tutti chiari e comprensibili, ma immediatamente riconoscibili quando si paragonano le funzionalità – anche rispetto a blasoni multicolor – con altri telescopi. E qui sottolineiamo la nostra assoluta distanza dai referaggi e dai tester a pagamento. Chi è adeguato al nostro prodotto non legge pseudo recensioni nella carta stampata o nel web, ma valuta con assoluta attenzione e rigore quanto noi andiamo proponendo e garantendo.

In cinque anni abbiamo potuto testare e collaudare i sub fornitori, scartandone alcuni e stringendo accordi più sicuri con altri, ma questo è anche un punto fondamentale per proporsi agli astrofili evoluti. E’ necessario conoscere a fondo il proprio fornitore, avere certezze sugli standard tecnici, essere certi della sua sopravvivenza sul lungo periodo. Chi non è in grado di impostare il proprio lavoro in questo modo, si condanna a gravi inefficienze costruttive e ad un forte pericolo di soccombere. I danni sono poi direttamente riversati al Cliente.

I nuovi modelli che stiamo proponendo al mercato, sono delle evidenze tecnologiche che porteranno l’offerta NortheK a livello globale. Da qui in poi inizieremo un processo distributivo del marchio e di diversificazione dell’offerta. Ci sono idee interessanti sul tavolo, alcune ci hanno fatto cambiare strategia perché si sono rivelate vincenti, e su queste insisteremo.

Ora, con una crisi economica disastrosa, NortheK vede aumentare il proprio portafoglio ordini e questo è un chiaro sintomo della maturazione del mercato: gli astrofili si affidano più serenamente al marchio non considerandolo più una meteora, gli astrofili spendono con più attenzione i propri denari, dando preferenza a prodotti affidabili e di lunga durata, gli astrofili hanno o stanno imparando a valutare il proprio fornitore sotto tutti gli aspetti, non solo dal colore del tubo o dal logo ripetuto a ridondanza..

Sono stati cinque anni interessanti, dove il NortheK-oriented ha avuto il giusto riconoscimento e la giusta collocazione commerciale. Non abbiamo fatto solo vendita, abbiamo imposto al mercato un modello di consumo.

Massimo Boetto
NortheK


Agli ingegneri piace risolvere i problemi. Se non ci sono problemi sottomano, gli ingegneri li creeranno.
Scott Adams, Il Principio di Dilbert, 1996

Edited by massimoboe on Jan 18, 2014 at 03:12 PM
 

 

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