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»Forums Index »Tecnologia e tecnica astronomica »TECNICA E TECNOLOGIA ASTRONOMICA »La montatura planetaria di Roberto Milan.
Author Topic: La montatura planetaria di Roberto Milan. (25 messages, Page 1 of 2)

maxproject
Posts: 3281
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jan 2, 2012 01:18 PM          Msg. 1 of 25
Abbiamo realizzato per il nostro cliente Roberto Milan, il truss tube UnitorK 35 in versione "alloy", per poter sfruttare e far funzionare finalmente in modo adeguato l'ottica Dall Kirkham 300 f 20 di cui dispone (nel nostro sito c'è una spiegazione dettagliata al riguardo).

Considerando che lo strumento ha finalmento performato come "normalmente" dovrebbe un telescopio di quel diametro, Roberto ha deciso di investire in una nuova montatura per osservazioni visuali (motorizzata). L'opera ha richiesto ben sei mesi di lavoro, porta 80 kg ed è mobile grazie ad un simpatico sistema a carriola. Diciamo una soluzione molto interessante per chi osserva in planetario anche con diametri importanti.

Roberto ha poi ridisegnato la culatta, togliendo il lamieraccio originale con un piastrone da 21 mm di spessore, poi un sistema autocentrante essendo il sistema a supporto centrale (meditino coloro che ancora pensano che un cannotto centrale tiene lo specchio in asse), la costruzione è complessa ed impegnativa e non di minor costo rispetto ad una cella flottante, Roberto per questa ed altre innovazioni si è appoggiato ad un meccanico locale che lo ha aiutato, ma - ricordiamo - che lui stesso ha buone conoscenze di meccanica.

Postiamo volentieri una foto di questa bella impresa, prima di tutto per complimentarci con il nostro cliente, e poi per dimostrare ai tanti esperti che i concetti di base devono essere sempre ben saldi in ogni ideazione.

Seguiranno altre informazioni appena Roberto avrà tempo di postare.



Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
Posts: 914
Joined: Dec 26, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 2, 2012 06:02 PM          Msg. 2 of 25
Aspetto con ansia altre informazioni , l'argomento e' interessante .


Ciao

maxproject
Posts: 3281
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jan 2, 2012 09:43 PM          Msg. 3 of 25
Roberto ha promesso ulteriori info al riguardo. A fianco della montatura insaccato nel telo c'è UnitorK 35.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

roby2008
Posts: 68
Joined: Aug 13, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 9, 2012 11:46 AM          Msg. 4 of 25
Per tutto il 2011 sono stato impegnato nella ricerca e nell'esecuzione di soluzioni ottimali per migliorare le prestazioni del Dall Kirkham. Rimaneva da sostituire la culatta originale e completare la realizzazione del congegno meccanico utile a bilanciare il telescopio in declinazione (su quest'ultimo ulteriori informazioni saranno postate in futuro). La nuova culatta è costituita in lega di alluminio Anticorodal, è progettata con dimensioni e spessori adeguati, ed è posizionata definitivamente in un sistema autocentrante molto complesso fra la cella del primario, il suo paraluce, il fuocheggiatore e la struttura a traliccio UnitorK 35.



Con le ultime modifiche apportate il peso del telescopio al netto degli accessori ha raggiunto i 35 chilogrammi. Date le circostanze avevo preso in considerazione di potenziare la montatura equatoriale autocostruita nel 1992, progettata per sostenere telescopi fino a 40 chilogrammi di peso. Dopo due mesi passati a rielaborare disegni senza successo (troppi compromessi) ho deciso di prendere un'altra opzione, quella definitiva: costruire una nuova montatura equatoriale, ma con una portata di almeno 80 chilogrammi. Per osservare in alta risoluzione e per l'imaging di oggetti del sistema solare non serve una montatura "sofisticata", è indispensabile una montatura solida e realizzata secondo i canoni della meccanica di precisione. Sono questi i due pilastri fondamentali di questo tipo di osservazione, tutto il resto è superfluo. In futuro è prevista anche la sostituzione della motorizzazione con il sistema a puntamento elettronico FS2.

(continua)



Edited by roby2008 on Jan 9, 2012 at 11:47 AM

roby2008
Posts: 68
Joined: Aug 13, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 9, 2012 11:57 AM          Msg. 5 of 25


I materiali impiegati sono l'acciaio C40, l'acciaio INOX e l'alluminio Anticorodal. Le basi, spesse rispettivamente 14 e 17 mm, hanno un diametro di 240 mm e consentono una regolazione in azimut di circa 10°. L'asse orario è sostenuto da una forcella spessa 20 mm che permette la regolazione di latitudine. Il movimento è affidato a due cuscinetti per asse a rulli conici della SKF tipo "Explorer", con esecuzione CL7C: quelli posizionati in AR hanno dimensioni di 60 mm x 125 mm x 37 mm, mentre quelli in Dec misurano 45 mm x 95 mm x 29 mm.
Le ruote dentate in bronzo B14 hanno un diametro di 180 mm con 240 denti e durante il moto vengono bloccate dall'alto. Non sono protette da un carter, ma questa scelta insolita, rende possibile in qualsiasi momento di sostituirle con altre di diametro maggiore, anche fino a 250 mm.
Le viti senza fine hanno un diametro di 30 mm in AR, di 26 mm in Dec e sono movimentate su cuscinetti obliqui a sfera contrapposti.
Il peso della testa equatoriale è di 82 kg. Per bilanciare il telescopio in ascensione retta vengono usati due contrappesi da 9 Kg cadauno con foro centrale di 60 mm, bloccati da una ghiera filettata a una distanza di 400 mm dal centro di rotazione dell'asse orario. A questi viene aggiunto un contrappeso "mobile" di 14 Kg con foro centrale di 30 mm che scorre su un'asta lunga 300 mm, utile per bilanciare sia il riflettore che il rifrattore apocromatico compresi di qualsiasi accessorio. Con il rifrattore, che ha un peso di 21 kg, non servono i due contrappesi fissi.
Nel complesso tutta la struttura (telescopio+montatura+supporto a carriola) raggiunge i 190 kg di peso.



Un saluto e un ringraziamento a Massimo e Mauro Boetto, Arduino e Gastone che hanno offerto la propria disponibilità, senza il loro contributo avrei potuto fare poco o nulla: grazie del Vostro aiuto.

Roberto Milan


Andrea Maniero
Posts: 914
Joined: Dec 26, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 10, 2012 07:45 PM          Msg. 6 of 25
A me sembra una gran bella realizzazione , massiccia , granitica niente a che fare con cloni di cinesaglie .
Certo il peso non e' indifferente , da postazione fissa o semovibile ma comunque immagino che garantisca una certa affidabilita' .
Il progetto e' replicabile ? Che tipo di motori ed elettronica hai usato ?


Ciao Andrea

roby2008
Posts: 68
Joined: Aug 13, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 11, 2012 08:51 AM          Msg. 7 of 25
Ciao Andrea,
il progetto e’ molto complesso ed ha subito ulteriori modifiche meccaniche in fase di costruzione. Non e’ facile quindi, per una sola persona, rifare il prototipo. Tieni conto che tutta la struttura e’ in acciaio, ad esempio le forcelle sono saldate e stuccate opportunamente ( non e’ piacevole vedere le saldature), poi bisogna verniciare, assemblare le parti meccaniche e registrarle. E’ un lavoro enorme.

La motorizzazione e’ della Skywatcher ( EQ6 ) con pulsantiera di controllo a tre velocita’. Funziona benissimo, perche’ il movimento degli assi e’ MOLTO fluido ( merito dei cuscinetti SKF Explorer).

Ciao.
Roberto Milan


salvatorelovecchio
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Joined: Dec 29, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 11, 2012 09:04 PM          Msg. 8 of 25
Ciao Roby,
la tua creatura è sicuramente ottima, e lo strumento che utilizzi
ti darà sicuramnete delle grandi soddisfazioni.
Io però dei semplici carterini alle corone dentate li farei.
Non posso non farti i miei complimenti più sinceri.

roby2008
Posts: 68
Joined: Aug 13, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 12, 2012 12:31 PM          Msg. 9 of 25
Ciao Salvatore e grazie per i complimenti.
Lo strumento dopo le modifiche apportate esibisce eccellenti prestazioni, grazie al progetto modulare UnitorK 35 che lavora in perfetta armonia con il supporto del secondario AxyS A1 e la cella.
Roberto Milan


maxproject
Posts: 3281
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Jan 15, 2012 11:45 AM          Msg. 10 of 25
Postiamo noi perchè Roberto ha problemi con il suo pc.

Ecco il sistema micrometrico di regolazione del bilanciamento (gran bel lavoro che vorremmo applicare anche ai nostri strumenti), segue il testo di Roberto:


Per facilitare il bilanciamento del telescopio in declinazione e’ stato ideato
un congegno meccanico a traslazione, con lettura della posizione, che trasforma
il moto rotatorio mediante vite conduttrice, in un movimento lineare. Il moto,
fluido e senza gioco anche durante l’ inversione, e’ affidato a due cuscinetti
assiali a sfera contrapposti. Collocato tra la slitta Losmandy AW 361 e il
morsetto, e’ la soluzione ottimale per spostare di pochi millimetri il
telescopio in declinazione e per impedire improvvisi scivolamenti della slitta.

Roberto Milan



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(G. Schiaparelli)

salvatorelovecchio
Posts: 224
Joined: Dec 29, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 15, 2012 12:45 PM          Msg. 11 of 25
Come ho già detto a Roberto in altri lidi, l'idea e la realizzazione
è ottima.
Come ho anche già detto attualmente utilizzo altri sistemi, del resto
bilanciare 40kg(nel mio caso) in declinazione non è semplice, quindi bisogna
forzatamente ricorrere a degli ausili che facilitino la vita.
Però vorrei fare delle mie osservazioni.
Mettere un sistema del genere in uno strumento da vendere potrebbe
far lievitare il costo in maniera significativa, se ho ben capito Roberto
ha impiegato 6 ore di lavoro.
E poi non tutti sarebbero capaci o vorrebbero forare il morsetto della propria
montatura.
Quindi pensavo che magari si potrebbe posizionare sul lato opposto, per intenderci
dal lato del secondario, e fissare il tutto in due punti sulla slitta.
Così su due piedi, credo che si avrebbe lo stesso funzionamento.
Ovviamente la mia è solo un'idea e Roberto ha comunque fatto
un lavoro esemplare, fortunatamente non in legno...
Saluti

Andrea Maniero
Posts: 914
Joined: Dec 26, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jan 15, 2012 03:53 PM          Msg. 12 of 25
IL legno e' bandito da questo forum mi sembra ! C'e' chi ancora tenta di far riaffiorare tavole dalle prestazioni mirabolanti per uso heavy duty , chi ci ha provato senza particolari accorgimenti si e' eclissato in breve tempo . Tanto per parlare di autocostruzione l'esempio di Roberto dimostra che per fare le cose fatte bene servono attrezzature , conoscenza e denaro , viceversa lavorando al risparmio meglio abbandonare prima certi accorgimenti meccanici .

Ciao Andrea

Granz
Posts: 31
Joined: Oct 22, 2009


Posted: Jan 15, 2012 08:10 PM          Msg. 13 of 25
Però non capisco il nesso tra la spettacolare realizzazione di Roberto, e una tavola equatoriale!? Sono due meccaniche diverse adibite a scopi molto molto diversi, e per quegli scopi opportunamente ingegnerizzate. Non cerchiamo ogni volta di riattizzare il focolare.

p.s. ciò non toglie che sono rimasto molto colpito da quella foto su tavola equatoriale, merito sicuramente di un ottimo seeing e della bravura dell'amatore.
Per chi non l'avesse vista, mi riferisco a questa:
http://www.equatorialplatforms.com/image.of.month.shtml

Saluti!

maxproject
Posts: 3281
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Jan 15, 2012 08:18 PM          Msg. 14 of 25
Si Salvatore in effetti questo congegno ha un costo assorbibile in strumenti di un certo dimensionamento (dai 350 in su) e se fattibile sarebbe bello darlo già di serie compreso nel prezzo. Con Roberto ne abbiamo già discusso di questo. Poi è da ragionare come dici tu una versione che non vada a creare ulteriori problemi al cliente.

Grazie
Massimo

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(G. Schiaparelli)

maxproject
Posts: 3281
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Jan 15, 2012 08:24 PM          Msg. 15 of 25
Caro Granz,
quello che Andrea ha espresso spigolosamente è semplicemente la constatazione di un fatto: si puo' fare tutto con tutto, pero' un conto è fare dei tentativi per ottenere qualcosa, un conto è fare un oggetto che è mirato per uno scopo ben preciso e a quello scopo ci arriva grazie a tecnica, impegno, bravura e risorse.
Mentre molto discutibile è far passare il messaggio opposto: con niente si fa tutto. O semplificare al massimo concetti costruttivi, come fanno altri, per giustificare cosa non si sa e perchè non si sa.

Ciao
Massimo

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(G. Schiaparelli)

Granz
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Joined: Oct 22, 2009


Posted: Jan 15, 2012 08:46 PM          Msg. 16 of 25
Non mi pare però questo il caso, nessuno ha detto che "tutta quella roba lì non serve", per citare una tua frase ;) Semplicemente, e penso di parlare non solo per noi amanti di un certo tipo di strumento, un risultato del genere ottenuto con mezzi piuttosto semplici ha dell'eclatante.
Sinceramente mi sono un po' stufato di questo clima di guerra perenne, ma magari mi sbaglio e Andrea si riferiva a tutt'altro.
Edited by Granz on Jan 15, 2012 at 08:48 PM

daniela
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Maxproject Team


Posted: Jan 15, 2012 09:16 PM          Msg. 17 of 25
a dire il vero mi sembra che qualunque falegname o artigiano del legno - entrambi lavori molto rispettabili oltre che essenziali alla societa' anche nell'anno 2012 - sia ben consapevole del punto di forza del loro materiale, che e' tuttora ineguagliato dalla scienza dei materiali, e cioe' che appunto puo' flettere....

Daniela

"L'essenza della liberta' e' la matematica"

Granz
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Joined: Oct 22, 2009


Posted: Jan 15, 2012 09:39 PM          Msg. 18 of 25
Questo è vero, ma un falegname esperto sa bene quali sono le venature da seguire per ottenere un oggetto robusto e durevole ;)

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Jan 16, 2012 04:00 PM          Msg. 19 of 25
E chi ha parlato di tavole equatoriali ?

Possiamo chiedere a Roberto di replicare la sua montatura in legno scelto , tanto si puo' tornire e lavorare come un metallo , poi facciamola lavorare con carichi oltre i 35Kg magari molte sere a settimana , magari adesso con queste temperature ed umidita' , lavoriamo a 10/11mt di focale sempre e vediamo quante immagini da manuale imbrocca .
Granz io mi sono stufato da tempo di certe pagliacciate che leggo da tempo , non per questo vado a scriverlo in giro per i forum , mi tengo la mia idea e porto contriubuti personali basati su esperienze dirette e dati di fatto alla mano miei personali e non di terzi .

Roberto avrebbe potuto imboccare altre strade come quella di intubare in uno scatolotto di legno la sua ottica come e' stato consigliato a qualche astrofilo in altri lidi , magari con l'aggiunta di un'altro specchio a fuoco Coude' , e montarlo in una piattaforma equatoriale che tanto era lo stesso , avrebbe risparmiato qualche migliaio di euro , invece ha realizzato una montatura che compreso tutto arriva a 120Kg ........sara' mica un fesso ?
Penso invece , sia giunto alla conclusione che per le sue aspettative di robustezza ed affidabilita' questa soluzione sia la migliore tanto da rifinirla con un ingegnoso sistema di bilanciamento che trovo molto interessante ovviamente in montature sensibili di uno certo spessore e non cinesaglie .
Edited by Andrea Maniero on Jan 16, 2012 at 04:02 PM

Granz
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Joined: Oct 22, 2009


Posted: Jan 16, 2012 09:34 PM          Msg. 20 of 25
Nessuno infatti ha consigliato a Roberto di usare del legno, che ha i suoi lemiti ben noti, ma che non per questo ne limitano l'uso in alcune parti anche molto sensibili di un'ottica (guarda questa bestia da un metro ad esempio http://www.cruxis.com/scope/scope1100_mirrorbox.htm).
A che tavole ti riferivi però?

p.s. me ne sono accorto dopo, ma quella postata nel mio link precedente non è la solita tavola equatoriale in assi inchiodate, anzi. E forse comincia a spiegarsi la bellezza di quel Giove.
 
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