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Author Topic: correttori-spianatatori per telescopi ritchey chrétien (8 messages, Page 1 of 1)

maxproject
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Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Nov 21, 2008 01:13 PM          Msg. 1 of 8
NortheK sta ricevendo alcune interessanti richieste per telescopi Ritchey Chrètien customizzati di diametro interessante.
Ricordiamo che il nostro RC 250 è un bellissimo strumento, portatile e facilmente usabile anche in montature leggere, ma di diametro limitato. Ci sono pero' astrofili piu' fortunati che possono usare una postazione fissa e montature di portata elevata.
Sgomberiamo subito il campo da un equivoco: quando si supera il diametro di 250 mm. SE SI VUOLE una meccanica performante, lo strumento NON dovrebbe essere trasportabile e se lo è bisogna prevedere di farlo in due. Piu' avanti spiegheremo bene questo concetto, che puo' apparire estremistico, ma ha delle basi concettuali molto solide, probabilmente anti-commerciali (non è un problema di chi produce ma di chi lo usa...), ma una azienda che fornisce supporto al cliente a 360° non puo' esimersi da dire le cose come stanno.
Questo post si ricollega anche a quelli che ha iniziato a postare Giampaolo Salvato sulle dimensioni dei sensori, leggete quelli e questi in contemporanea per inquadrare i concetti.
Partiamo da alcuni assunti di base, che hanno spiegazioni commerciali e tecniche:
a) i correttori/spianatori introducono sempre delle problematiche qualitative sul risultato dell'immagine finale;
b) vengono sempre offerti come opzionali, perchè non sempre servono e perchè comunque sono di difficile applicazione;
c) introducono in strumenti leggeri molti problemi meccanici (fuori asse dovuti a parti di sostegno troppo leggere, visto che si deve vendere lo strumento come portatile, è un po' l'asino che casca......);
d) vanno usato quando e se servono.

Nel prossimo post approfondiremo questo argomento.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Nov 29, 2008 10:04 PM          Msg. 2 of 8
Se in questa configurazione ottica, volendo usare sensori di ripresa di una certa dimensione (si leggano i post di Giampaolo Salvato al riguardo, che spiega molto bene cio' che è piu' una moda che una necessità, viste le situazioni contingenti italiane), si deve ricorrere a dei correttori/spianatori appositamente progettati, rimane anche da comprendere bene che questa scelta vincola ovviamente ad una serie di considerazioni:
a) la qualità del cielo da cui effettuiamo le riprese;
b) il costo del sensore;
c) una meccanica impeccabile e il costo di conseguenza.
Un correttore ben progettato, in strumenti di mole consistente (350 mm. e oltre di apertura) ha di per se delle difficoltà di utilizzo. Per quanto sia ben costruito e sistemato, deve rendere conto del suo comportamento alla meccanica.
Questo sta a significare che la collocazione del medesimo sull'asse ottico deve essere impeccabile, impeccabile vuol dire perfettamente in asse in qualunque situazione di ripresa, perfettamente in asse vuol dire un barilotto progettato come si deve, applicato come si deve su lamierati di un certo tipo.
Ora: vediamo spesso e volentieri queste applicazioni su lamierati standard, magari tagliati al laser e nemmeno spianati. Questo è il modo di NON lavorare. Anche il concetto del correttore, meccanicamente, va ben compreso. Se il medesimo si avvita occorre tener presenti le intrinseche imprecisioni del filetto e porvi rimedio già nel progetto. Del resto ci sono tanti Ritchey Chretien che sono fatti con metalli sottili per ridurre i pesi, il tutto traballante e - ovviamente - che si deforma non appena aumentiamo i pesi nella parte posteriore.
Parliamo di un costruttore eccelso: RCOS. Questi costosi telescopi ci indicano comunque una strada maestra che conferma quanto indicato, se osserviamo il fondo della cella che sostiene correttori e messe a fuoco vedremo subito che è stata accuratamente spianata, che la parte interna è lavorata con un sistema di nervature complesso ed estremamente costoso, ma non a caso sono un punto di riferimento in questi schemi ottici. Ovviamente come in tutte le cose, anche su questi telescopi ci sono parti perfettibili.
Iniziamo quindi a comprendere subito, e senza tanti giri di parole, che superando un diametro di 250 mm. la postazione fissa è quasi un obbligo, oppure è sempre necessario essere in due per installare in modo adeguata tubo e montatura, entrambi di pesi ragguardevoli. Ci sono degli eroi, ma sono una minoranza.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 27, 2008 11:15 PM          Msg. 3 of 8
Una buona fetta di costo, nella realizzazione di questi strumenti, se ne va nella struttura meccanica che deve tenere tutto perfettamente in asse. Non crediate che sia il costo del correttore ad incidere (menisco o doppietto, il costo è limitato, e incide di piu' il barilotto forse dei vetri, scontando un barilotto fatto e progettato con tutti i concetti di cui si è parlato), quanto piuttosto tutta la parte meccanica che non ammette facilonerie.
Se prendiamo in esame un barilotto (nel nostro caso staremmo sul doppietto e non sul menisco, per ragioni di qualità del risultato finale e di altre implicazioni squisitamente insite nel tracciamento dei raggi), di per se piccolo in quanto avrà un diametro di circa 70 mm. o giù di li, dobbiamo anche prevederne la perfetta esecuzione meccanica e di contorno una adeguata struttura che ne permetta in prima battuta un centraggio all'asse meccanicamente, per poi rifinire tale centraggio con i test ottici. Questo punto è fondamentale. Il correttore si porta dietro dei problemi non indifferenti (p.e. immagini fantasma ecc.) e se non è montato in modo adeguato, per quanto sia ben progettato, porterà SOLO problemi.
Anche un non esperto di meccanica, capirà effettivamente come e quanto costi realizzare questo pezzo e fare in modo che sia effettivamente fruibile in fase di settaggio dello strumento.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 29, 2008 01:02 PM          Msg. 4 of 8
Ne consegue che per avere un correttore funzionante, oltre che ad avere il progetto sorgente esattamente calcolato per le coniche del nostro telescopio (scarto max +-1%, per questo quando si usano correttori generici, se gli specchi non sono stati costruiti con questa tolleranza, i funzionamenti non sono mai adeguati), dovremo avere tutto il treno ottico perfettamente (e qui si intendere perfettamente, cioè 0,02 max di tolleranza ma meglio 0,01) allineato:
secondario, foro del primario, supporto del correttore, messa a fuoco. Tutti gli assi devono coincidere perfettamente e l'unica variabile ammessa è la termica. Si capisce come da questo siamo obbligati a certi pesi e a certe complicanze meccaniche, vedasi il problema non da poco dei secondari che si spostano in funzione del variare del centro di gravità e poi si diventa matti dando la colpa al correttore......
Un set up di questo genere va montato in postazione fissa preferibilmente, proprio perchè un riflettore è molto piu' difficile da costruire di un rifrattore, visti tutti i gradi di libertà richiesti, e questo è un motivo per cui per diametri oltre i 250 mm. il fattore peso entra in seconda battuta. La meccanica di precisione obbliga certe scelte, se no non è meccanica di precisione ma un tentativo di precisione.
Finora abbiamo illustrato una serie di problematiche, che pensiamo spieghino perchè certi telescopi non arrivano mai a performare, ma possiamo riepilogare i principali punti spinosi di questi telescopi:
a) correttori progettati per tutti i telescopi aventi medesime caratteristiche sulla carta;
b) meccaniche troppo leggere;
c) tutti i gradi di libertà delle ottiche che non vengono controllati adeguatamente;
d) budget limitati di spesa.

Maxproject

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enrico
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Posted: Dec 29, 2008 11:37 PM          Msg. 5 of 8
Si ma allora mettiamo che io compero un RC dove mi serve il correttore, come faccio a sapere se è ottimizzato per il mio telescopio?
Chiedo perchè dai vari siti non si riesce a capire bene con che criterio vengono progettati e costruiti questi correttori.
Ciao
Enrico

daniela
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Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Dec 30, 2008 04:45 PM          Msg. 6 of 8
Io penso che la domanda numero "zero" e' domandarsi se abbiamo davvero bisogno del correttore in quella particolare applicazione, perche' un correttore avra' sempre riflessi anche con un accurato trattamento AR, se ci sono nel campo oggetti luminosi. Abbiamo un sensore enorme - perche'? Che lavoro intendiamo fare con questo tipo di sensore? Quanto lo inficia, un po' di elongazione ai bordi? Chiaro che se facciamo astrofotografia "estetica" il correttore ci vuole - ma anche in quel caso, non necessariamente in ogni inquadratura che pianifichiamo. Senza dimenticare che il correttore costa, costa in termini ovvi perche lo devo pagare e in termini meno ovvi perche devo pagare la meccanica che supporta quello, in aggiunta a tutto il resto.
Mia opinione. Se serve (se non serve, se ne fa a meno) si fa fare un correttore dedicato con tutti i parametri ben definiti e giusti. I tappulli non servono a niente, solo a fare perdere tempo e soldi nelle varie prove coi vari raccordini.... e le prestazioni sono sempre deludenti.

Daniela

"L'essenza della liberta' e' la matematica"

maxproject
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Posted: Dec 30, 2008 09:42 PM          Msg. 7 of 8
Totalmente d'accordo.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Jan 10, 2009 10:00 PM          Msg. 8 of 8
Abbiamo poche possibilità di scelta, per poter veramente spendere bene i nostri denari ed in cambio avere un sistema di correzione funzionante (dati per scontati tutti i problemi che comunque un correttore si porta dietro).
La prima è di non usare il correttore. Questo è perfettamente lecito in strumenti di 250 mm. che sono comunque molto performanti e possono lavorare bene in molti tipi di ripresa.
La seconda è di acquistare un correttore generalizzato per quel diametro e quella focale, ma proprio perchè è generalizzato, avremo ancor più problemi e scarsi risultati. Ricordiamo che un costruttore di ottiche professionale garantisce le coniche degli specchi con una tolleranza del 0,25%. Un buon correttore deve lavorare con tolleranze sugli specchi inferiori al 1% dichiarato. Come è possibile fornire un correttore che va bene magari per ottiche costruite da diversi esecutori, o da un produttore che non puo' garantire la ripetibilità delle coniche con le stringenti tolleranze richieste?
La terza, unica veramente efficace, ma costosa, è di costruire un correttore ad hoc per la nostra coppia di specchi.
Queste sono le tre possibilità, noi siamo per la prima in diametri fino a 250 mm. e la terza per i diametri superiori. Non prendiamo in considerazione la seconda.
Maxproject


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Edited by maxproject on Feb 9, 2009 at 09:49 PM
 

 

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