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Author Topic: Conta veramente il diametro dello strumento? (73 messages, Page 1 of 4)

maxproject
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Posted: Jun 12, 2011 01:02 AM          Msg. 1 of 73
Ovviamente si! Ma quanto conta il diametro in un telescopio sbilenco rispetto ad uno di dimensioni minori ma costruito a regola d'arte?

La differenza c'è e si vede ovvio, come si vedono "in proporzione" le basse performances di un telescopio costruito alla bella meglio.

In questi giorni un post ha animato un forum popolare:

http://www.trekportal.it/coelestis/showthread.php?t=39593&page=20

che ora è stato chiuso per motivi sconosciuti. Vogliamo puntigliosamente riprendere il discorso con dati oggettivi, dal nostro punto di vista ovviamente.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Jun 13, 2011 10:24 PM          Msg. 2 of 73
Con il tempo passeremo ad esaminare alcuni aspetti importanti su questo tema. Qui siamo liberi di parlare, non disturbati dai soliti "ammiragli senza flotta", e da qualche mozzo che oltre alla scopa porta la bandiera.
Il problema che è emerso dal post che abbiamo indicato sopra è divisibile in alcune sezioni, ma che sono state molto utili per noi perchè hanno chiarito elementi di ordine psicologico che non andrebbero sottovalutati per poter vendere telescopi a "numero".
L'avversità al nostro marchio da parte di alcuni sedicenti esperti è un elemento che disturba il tranquillo discorrere, porta scompiglio e confonde le idee. Chiaccheroni abilissimi a far ballare la lingua, anzichè essere contenti (il che non vuol dire comperare) che in Italia si stia realizzando una eccellenza, si divertono a denigrare perchè devono dimostrare a tutti i costi che i loro catenacci sono il meglio del mercato, ovvero: il massimo che si sono potuto permettere, il che è ben diverso dal massimo disponibile in termini qualitativi.
Perchè c'è questa avversità? A parte probabilmente antipatie personali che ci sono come in tutto il mondo, è molto chiaro che nel momento in cui si va a dire: hai comperato un grosso telescopio che purtroppo non corrisponde ai canoni di uno strumento tecnico, e questo magari ha risparmiato due anni per comperarlo e se ne è pavoneggiato per altri due , è normale che se ne risenta un pochino. Lo comprendiamo e lo accettiamo ma dovrebbe altrettanto essere accettata la nostra posizione, questo non vuol dire comperare da NortheK, vuol dire essere onesti intellettualmente.
Questa premessa è importante per capire i presupposti tecnici, le risultanze che nel tempo presenteremo e poi i report nelle apposite sezioni.
Ma la lettura del nostro forum e di argomenti tecnici ha le sue ricadute, persone prima noncuranti di alcuni aspetti ora ne riportano nei forum le criticità e le ovvie sensibilità per ottenere qualche risultato, con dotta sapienza mai sfoggiata prima.
Resta irrisolto il tema che per avere queste rispondenze tecniche occorre uno strumento tecnico, e visto che noi i telescopi li facciamo di mestiere e li smontiamo anche di mestiere, sappiamo bene dove stanno le questioni risolvibili o irrisolvibili.
E allora come si fa? Rigore a parole e libertà nei fatti..............diciamo che ciascuno adatta la verità al proprio comodo, forse è meglio.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Jun 14, 2011 01:41 PM          Msg. 3 of 73
In ambito strettamente visuale questo è già un pochino significativo:

http://www.northek.it/moduli/modDettaglio.cfm?id=199

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Jun 15, 2011 10:26 AM          Msg. 4 of 73
Ta-dahhhhhhhhh!

http://forum.astrofili.org/viewtopic.php?f=16&t=60541&start=10

è c'è pure il Sig. Dalio che ha colto occasione per far sfoggio delle tante elucubrazioni mentali che produce a ritmo incessante.

I post sono tutti molto interessanti. Leggeteli se ne avete il tempo, e poi ne parliamo con calma, si perchè sfuggono alcuni dettagli (a parte i teoremi del Sig. Dalio che vanno bene per chi lavora al pc), che ci si è dimenticati di aggiungere e dire. Ce la faremo a seguire tutte queste discussioni sui 14"? La reazione è stata dirompente nei possessori di questo diametro, tanto che si sono sentiti in dovere di dover intervenire in ben due forum e tre post diversi a sostegno delle loro scelte.

Vengono anche dati giudizi su prodotti italiani (presumibilmente i nostri) come difficilissimi da collimare e da gestire. E' questo un altro punto: non li hanno provati e non possono saperlo, sono solo teoremi e teorie.

E quando un nostro ipotetico 350 mm sarà paragonato ad un 14" chissà mai cosa succederà? Si compereranno il 20"?

Piacciono alcune puntualizzazioni di ordine tecnico, fanno un pochino sorridere per la loro ingenuità, c'era qualcun'altro che diceva che tutto quanto non c'è non serve ecc ecc ecc, produceva splendide immagini, e come mai i telescopi non hanno avuto alcun successo? Eppure il concetto minimalista e trasportabile era portato ai massimi livelli. Vedete che un conto sono le opinioni personali, un conto sono i fatti tecnici.

E' poi chiaro e lampante che 10 cm di apertura in più sono importanti, noi non discutiamo questo come detto dalla prima riga. Inutile postare minestre per cercare di dimostrarlo, perchè poi bisogna anche dimostrare che i 10 cm in più lavorano meccanicamente e otticamente al pari dei 10 cm in meno. E' questo il punto perchè a lor signori manca la spiegazione e la quantificazione dell'entità di questa differenza, che ci sembra molto molto scarsina anzi veramente ininfluente.

Quindi visto che il 250 mm non si sa di chi sia ma sembra che funzioni a ridosso di un 360 mm budget e in tutte le sere in cui è sereno, e con meno peso e masse, lor signori ci vogliono spiegare il perchè?

Grazie
Maxproject



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(G. Schiaparelli)

Edited by maxproject on Jun 20, 2011 at 12:43 AM
Edited by maxproject on Jun 20, 2011 at 12:43 AM

maxproject
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Posted: Jun 15, 2011 10:52 AM          Msg. 5 of 73
Ecco una spiegazione per quanto sopra, ammesso sia vera perchè non sappiamo in che modo è stata calcolata, fate i vostri conti:

sofismi ottico meccanici a mio avviso possono accorciare il gap di diametro solo in una misura non superiore del 20\25% se proprio confrontiamo un gioiello con un catorcio, non credo di più.

Quindi quale sarebbe questa stratosferica differenza? Oltre al mantenimento di una collimazione perfetta (e non impossibile e macchinosa, anzi esattamente il contrario).

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Jun 15, 2011 11:33 AM          Msg. 6 of 73
Ammesso che il nostro interlocutore abbia ragione cio' significherebbe rapportare
10" ad un 12,5" e gia' il gap e' accorciato quindi ! Facciamo ora il ragionamento inverso
dove 14" ( in questo caso diametro preso come pietra di paragone ) vengono "depotenziati " per le numerose cause intrinseche al suo progetto , di quanto ?
Bhe io onestamente non lo saprei quantificare in quanto non ho mai sbudellato uno SC da 14" ma bensi' uno da 11" e qua' si che posso quantificare ,diciamo all'incirca un 20% a causa
di problematiche termico meccaniche . I risultati sono pubblicati! Quindi seguendo i raffinati ragionamenti di alcuni anche simulando un deterioramento di prestazioni di soli 10% in un 14 " quest'ultimi diverrebbero 12,6" !!! 12,6" - 12,5" = 0.1" di diametro !!
Azzo che differenza !!

Ma il ragionamento e' stato fatto solo a titolo di esempio seguendo i teoremi di alcuni interlocutori ben preparati!

Ovviamente continua il circo mediatico Max , ma come hai ben detto stanno chiarendo con i loro inteventi elementi di ordine psicologico , i monologhi ne sono un esempio !

La teoria fa' sempre effetto le immagini mediocri sempre un'altro , a loro dire sono tutti stupidi quelli che a parita' di diametro aquistano soluzioni tecnicamente avanzate e piu' costose , e vorrei che questi ultimi giustificassero il perche' di una spesa cosi' importante
se ottiche di mass market permettono pari risultati !

Sediamoci e prendiamo i soliti pop-corn e birra perche' il palinsesto avra' lunghi proseguo !

Ciao

maxproject
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Posted: Jun 15, 2011 04:19 PM          Msg. 7 of 73
Ma è anche utile considerare che alcuni estensori dei post richiamati, persone di indubbia capacità elaborativa, sono anche gli stessi che quando acquistarono un prodotto di fascia alta nipponico, ne hanno tessuto lodi infinite, financo scrivere: un punto di arrivo per l'astrofilo, lo strumento definitivo, ecc.
Poi, in questi giorni, si scopre che la collimazione era una impresa titanica tutte le volte, che lo strumento era effettivamente buono ma che poi comunque.....
Ne consegue che gli assunti tecnici vanno comunque presi molto con le molle, perchè questi astrofili raramente hanno potuto utilizzare telescopi che mantengono la collimazione e gli assi ottici, che risolvono i problemi di termiche e che sono anche facili da usare.
In altre parole abbiamo già detto altrove che non sta scritto da nessuna parte che un buon astroimager sia anche uno competente nella strumentazione, così come non sta scritto da nessuna parte che un costruttore di telescopi sia esperto in immagini ad alta risoluzione o a largo campo. A ciascuno il suo mestiere.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Jun 16, 2011 11:19 AM          Msg. 8 of 73
Oltre agli "ammiragli e mozzi" e una nutrita "ciurma " e' comparsa sulla scena anche una forma aliena xenomorfa a supporto , con teorie e teoremi virtuali che per quanto indiscutibili restano sui supporti magnetici dei PC , purtroppo tale forma aliena ha portato
solamente "carta" e poca sostanza pratica personale sull'argomento che visuale non tratta (essendo "evoluta" ne e' una conseguenza) . A questo nostro "ospite sceso sulla Terra " sarebbe da far visionare il film "La guerra dei mondi " dove anche la piu' tecnologica ed evoluta mente ha dovuto scontrarsi con con la povera e cruda realta' quotidiana del nostro pianeta! Per difendere "il popolo eletto " e' perfino ricorsa ad informazioni attinte da Wikipedia ( ma non sono di fonte umana tali informazioni? ) .



Da notare che la terapia di gruppo ha avuto il suo effetto , i benefici sono stati i seguenti:

universalità : si trae beneficio dal rendersi conto che tutti i suoi sintomi possano essere condivisi;
- acquisizione di nuove informazioni: la pluralità che caratterizza il gruppo è fonte, inevitabilmente, di notizie e chiarimenti sui problemi condivisi;
- instillazione di speranza : il farsi coraggio vicendevolmente mobilità l'ottimismo tra i partecipanti e la sensazione di potercela fare;
- cambiamento del copione familiare : il gruppo consente la messa in scena, attraverso un delicato gioco di transfert e controtransfert, di vecchi drammi familiari, che con la presenza esperta del " terapeuta" possono essere rivisitati e cambiati al fine di raggiungere migliori livelli di benessere;
- altruismo : i partecipanti al gruppo sperimentano l'importante vissuto di essere non solo bisognosi ma anche competenti e in grado di soddisfare richieste altrui, attraverso le loro indicazioni o suggerimenti;
- comportamento imitativo : ogni partecipante ha la possibilità di osservare e prendere a modello gli aspetti positivi del comportamento degli altri partecipanti .
- coesione di gruppo : i partecipanti sperimentano la sensazione che qualcosa di importante sta per avvenire all'interno di un contesto protetto e accogliente. La coesione di gruppo altro non è che la percezione dell'esistenza di un setting o un contenitore le cui “pareti” sono formate dai vari membri e dalla loro voglia di far parte del gruppo;
- catarsi : il contesto gruppale sviluppa la potenzialità liberatoria attraverso l'immedesimazione nell'altro e nelle sue problematiche;
- fattori esistenziali : non costituiscono di per se un fattore di cambiamento ma una consapevolezza necessaria affinché gli eventi avversi della vita possano essere vissuti con meno drammaticità

Come quella di possedre un grosso diametro e di restare delusi per il non poter raggiungere il livello dei migliori .

Ciao
Edited by Andrea Maniero on Jun 16, 2011 at 11:22 AM
Edited by Andrea Maniero on Jun 16, 2011 at 01:52 PM
Edited by Andrea Maniero on Jun 16, 2011 at 03:41 PM

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Jun 16, 2011 01:56 PM          Msg. 9 of 73
Edited by Andrea Maniero on Jun 16, 2011 at 01:59 PM


Per rientrare in tema leggiamo :

"Si crede che la meccanica sia fondamentale come una montatura molto robusta. Penso che per le riprese deep lo sia davvero. Ed in quell'ambito, che NON è però il nostro, questi telescopi penso siano davvero un bel punto di arrivo.
Ma nell'hi-res che succede? Come mai si vedono riprese ed immagini meravigliose fatte con telescopi semplicemente commerciali e con montature spesso sotto-dimensionate al semplice peso del solo tubo? ...................

Ma tutto sommato a noi che ci importa? Che ci importa se l'inseguimento non è ottimale? C'è sempre Iris, registax, avistack che fanno il loro lavoro...ed egregiamente!!! E lo stesso per le parti meccanice. Non dimentichiamo la reale semplicità costruttiva di un telescopio: una volta che il primario è in asse con il secondario....perchè andiamo a complicarci la vita?"


Stranamente quanto letto cozza contro quanto affermato da chi l'imaging in alta risoluzione
sa' cos'e' ed e' riconosciuto da tutti ( incluso da chi scrive sopra ) come persona capace e competente il quale afferma :

""....Senza dubbio per analogia con gli effetti speciali del cinema, alcune persone pensano che l'elaborazione delle immagini è efficace perchè può rimediare a dei problemi di ripresa quali la turbolenza, un'ottica scadente o mal regolata, un cattiva messa a fuoco, un cattivo inseguimento, ecc... Cio' e' una leggenda "




Questa affermazione pero' sfugge alle conoscenze dei piu' e passa in secondo piano , essendo la "nave" governata da un autoproclamato "comandante" che sfoggia qualche stelletta per meriti acquisiti sul "campo" .

Sembra di assistere alle vicende dell'armata Brancaleone !

Il diametro conta , e come conta , solo se nella possibilita' di poterlo utilizzare al massimo o molto vicini alle sue potenzialita' . Una canzone recita " .....Tutto il resto e' noia ....."

ciao
Edited by Andrea Maniero on Jun 16, 2011 at 02:17 PM

maxproject
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Posted: Jun 18, 2011 12:05 PM          Msg. 10 of 73
E in coda a questo rimangiarsi i discorsi per darsi delle giustificazioni, abbiamo pure commenti di questo tipo:

"Alla faccia di chi sostiene che il diametro non conta...ma mia faccia il piacere...l'invidia rende ciechi, e la superbia...ipocrita..."

L'invidia, già invidiosi di cosa? Mah forse qua ci sono altri problemi, non solo strumentali.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

Surveyor
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Posted: Jun 18, 2011 02:43 PM          Msg. 11 of 73
Salve ,

seguo da tempo i vostri interventi di carattere tecnico ed anche critico , trovando in questo forum un grado di preparazione , conoscenza ed onesta' intellettuale imprevisto se confrontato con i contenuti che si possono leggere nei piu' comuni forum popolari .

Sono un astroimager planetario di lungo corso , uno di quelli ( tanti ) che preferisce starsene fuori dai forum , nell'ombra per così dire , che pero' legge e segue ciò che viene scritto dai numerosi astrofili in ambito di astrofotografia planetaria .
Non potevo esimermi , dopo aver letto quanto sopra , ad intervenire riguardo non solo all' argomento che qui si stà trattando , ma anche a riguardo del basso grado di preparazione tecnica strumentale di alcuni astrofili , (come gli stessi autori dell affermazioni di cui sopra) , emerso dai loro interventi .

Tuttavia e' incontrovertibile la superiorita' di un diametro maggiore possibile in ambito astrofotografico finchè l'utilizzo di tale diametro rientra all'interno di tutta una serie di specifiche condizioni che gli permettono di operare al massimo del suo potere risolutivo ,
queste sono molteplici e vanno come ben sappiamo dalla qualita' ottico /meccanica al sito osservativo al grado di preparazione della persona che gestisce le variabili e pochi punti in percentuale a sfavore dell'uno o dell'altro possono compromettere il risultato finale .
Dai commenti letti negli interventi di ben due forum popolari nazionali , è palesemente emerso che la scelta strumentale è stata dettata , per alcuni , da motivi prettamente economici non potendo accedere a strumentazione ben piu' avanzata e conseguentemente piu' costosa , per altri , per motivi di imolazione con astroimager famosi , con la mera illusione di poter un giorno arrivare ad essere altrettanto famosi , per altri ancora la motivazione e' stata il poter dare un contributo scientifico ( il Wesley impact ad esempio e' stato fotografato anche con strumenti di soli 90mm! ) ottenibile esclusivamente con determinate aperture strumentali , in fine quelli che acquistano per puro hobby per realizzare immagini artistiche non curandosi di cio' che andranno ad acquistare tanto poi prima o dopo finira' su Astrosell , questi "facoltosi" forse non tengono conto che il poter spendere non significa saper spendere in modo intelligente , ma ognuno giustamente spende come vuole chi legge poi trae le proprie conclusioni .

Motivazioni di puro contenuto tecnico a tali scelte non ne sono emerse se non dai "critici " i quali senza obbiettare sulle potenzialita' dei cm hanno invece evidenziato tutta una serie
di fattori in grado di limitare le capacita' operative di diametri medio-grandi .
Un astroimager planetario puntera' ad avere a disposizione quante piu' serate operative possibili e il meno limitate dal seeing , cio' dopo aver eliminato nella maggior quantita' possibile ogni elemento deleterio dal punto di vista termo/meccanico dalla sua strumentazione , fuori asse , giochi sui raccordi/accessori ecc.. scegliendo quindi uno strumento in grado di garantire la maggior affidabilita' operativa possibile per il piu' lungo arco di tempo permesso poi anche dalle condizioni meteo .
Rinunciare ad alcuni centimetri centimentri a volte ha i suoi vantaggi magari ne spiego il perche' dal mio punto di vista nel prossimo post altrimenti via annoio !

Ciao Surveyor

maxproject
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Posted: Jun 18, 2011 09:21 PM          Msg. 12 of 73
Buonasera Surveyor,
grazie per la partecipazione al nostro piccolo forum.

Non ci annoi affatto, anzi ogni contributo è gradito e molto apprezzato anche se necessariamente non dovesse collimare con il nostro punto di vista.

Ti esortiamo dunque a continuare la tua esposizione al riguardo.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Jun 19, 2011 12:37 PM          Msg. 13 of 73
Noi in NortheK, appena finiamo di montare un telescopio, iniziamo a fare alcuni test, per verificare che tutto sia stato messo al posto giusto (i pezzi sono centinaia per ogni tubo e tutto combacia perfettamente: fori, smussi, angoli, perni) e nella sequenza di montaggio corretta. In seconda battuta facciamo una collimazione al banco per determinare l'esatta distanza primario/secondario ed avere il back focus dello stesso valore che Norman ci scrive nel certificato ottico, la collimazione classica giusto per capire se stiamo in asse e un controllo dell'immagine per verificare se ci sono elementi di disturbo (esempio: tensioni laterali). Fatto tutto questo lavoro si monta il telescopio sulla montatura e lo si prova nel cielo, cambiando posizionamenti, inclinazioni, inversioni al meridiano ecc. Ad ogni spostamenti si verificano che i parametri di cui sopra non sai siano spostati oltre il consentito. Se tutto questo avviene vuol dire che il telescopio è montato correttamente.
Passiamo poi alla seconda fase, che è anche quella che deve fare ogni cliente quando usa il telescopio e con la frequenza che ritiene più opportuna: si riverifica prima di tutto il back focus, se Norman ci da 250 mm ammettiamo una tolleranza di 10-20 mm in più o in meno (ogni set ottico ha le sue tolleranze), da qui verifichiamo che una volta trovato il valore corretto l'immagine non sia affetta da problemi (sferica per esempio), poi passiamo ai vari test (rugosità ecc.). Se tutto è okei il telescopio viene consegnato al cliente o messo nello scaffale a magazzino.
Noi siamo molto fortunati perchè riusciamo a fare queste operazioni con una buona facilità, per esempio il back focus lo si setta perfettamente con il micrometro centesimale del secondario, anche facendo uno star test a 6-800x la stella resta al centro del campo pur traslando assialmente il secondario. I sistemi di collimazione nel primario sono un gioco avendo i tre micrometri, a volte basta una rotazione di 0,02 mm di uno dei tre per avere il perfetto posizionamento. Le tre viti autolubrificanti di AxyS dotate di microfiletto consentono posizionamenti di assoluta precisione del medesimo perchè prive di giochi e impuntamenti.
Thyerri afferma che nella messa a fuoco un fuori fuoco di 1/100 di mm compromette una ripresa planetaria.
Le nostre messe a fuoco sono parte integrante del sistema autocentrante di NortheK nel sistema StabilobloK, ne consegue che QUANDO SI COLLIMA IL PRIMARIO, tutto il treno ottico si sposta esattamente come lo specchio e quindi noi avremo sempre e solo il primario in asse con il paraluce, la cella e la messa a fuoco e se il sensore ha il naso diritto pure con quello.
Domandina: con sistemi che non garantiscono il fermo di ogni elemento ottico con cui sono costituiti è possibile affermare che il telescopio è collimato? E se non lo è e poi lo collimiamo siamo sicuri che tutto stia al suo posto appena spostiamo il tubo? E se affermiamo di si abbiamo fatto un test per la collimazione fatto come si deve verificando anche l'aspetto intra ed extra di ogni anello? E quanto tempo abbiamo perso per fare questo?
Un sacchetto di caramelle a chi riesce a dimostrare questo con un commerciale budget (e con molti artigianali).

Maxproject


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(G. Schiaparelli)

Edited by maxproject on Jun 19, 2011 at 10:55 PM

maxproject
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Posted: Jun 19, 2011 09:53 PM          Msg. 14 of 73
Olè! Autoincoronazione

http://www.trekportal.it/coelestis/showthread.php?t=40126

Si trova facilmente di meglio e con diametri molto minori..............

Incoraggiamo l'autore a fare ulteriori prove, puo' ottenere di più.


Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Jun 19, 2011 10:26 PM          Msg. 15 of 73
Naturalmente tubo ai massimi livelli, montatura ai massimi livelli, accessori ai massimi livelli, ma apertura del 50% inferiore:

http://www.amun-ra.org/equipment.asp

Guardate quelle in luce bianca, almeno capiamo di cosa stiamo parlando.



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(G. Schiaparelli)

Edited by maxproject on Jun 19, 2011 at 10:27 PM

maxproject
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Posted: Jun 19, 2011 11:00 PM          Msg. 16 of 73
Guardate sempre in luce bianca, tubo ai massimi livelli, su montatura ai massimi livelli, ecc ecc ecc.

http://www.avertedimagination.com


wowww guardate Giove e Saturno con un 10", forse nessuno gli ha detto che esistono i 14", gli scriviamo subito.

maxproject



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(G. Schiaparelli)

Edited by maxproject on Jun 19, 2011 at 11:02 PM
Edited by maxproject on Jun 20, 2011 at 12:42 AM

maxproject
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Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Jun 20, 2011 12:23 AM          Msg. 17 of 73
Dear Mr. Friedman,
We saw Your awesome images of Solar System bodies and we noticed You are using small diameter telescopes for imaging.
We take the freedom of letting You know that the best Italian astroimagers claim that the 14" Schmidt-Cassegrain telescopes are the unrivalled "must" to serve this purpose.
We invite You, in case You had never heard about these marvels, to contact us immediately and we will put You in touch with these expert astroimagers, so that You may learn about these telescopes' unrivaled features.

Respectfully Yours

Batman & Robin

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(G. Schiaparelli)

daniela
--
Posts: 515
Joined: Sep 25, 2008

Maxproject Team


Posted: Jun 20, 2011 12:53 AM          Msg. 18 of 73
Dear Batman, dear Robin,

do you advise I mount my brand new C14 on a eq6? I've heard it can handle a homemade 36cm no problem.

Thank you for your precious advice
Spiderman

Daniela

"L'essenza della liberta' e' la matematica"

Andrea Maniero
Posts: 914
Joined: Dec 26, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jun 20, 2011 05:40 PM          Msg. 19 of 73
Qualcuno continua a sostenere che per l'imaging planetario non sono necessarie strumentazioni costosissime , qualc'un altro sostiene che basta uno specchio e quattro tubi , tutti fanno riferimento al piu' grande astroimager tanto da acquistare lo stesso strumento e poi che leggiamo ?
Lo stesso loro "idolo" li smentisce sia sulla montatura ballerina che sull'uso del grande diametro sempre e comunque .

I lettori che seguono questo e non altro forum leggano con i loro occhi cio' che dice quello che e' ritenuto il miglior astroimager planetario a proposito di motatura e diametro !

http://www.damianpeach.com/celestronC14review.htm

salvatorelovecchio
Posts: 224
Joined: Dec 29, 2010

NortheK Accademia


Posted: Jun 20, 2011 09:19 PM          Msg. 20 of 73
Comincio a pensare seriamente che forse era meglio comprare uno di questi SC,
scherzavo ovviamente, e poi dispongo di due modelli da 8", pensare di farci foto
astronomiche di un certo livello è quasi un'impresa, non impossibile ovviamente,
ma non si può perdere una vita a cercare di far funzionare quello che non funziona,
almeno io non lo faccio più.
Ovviamente tutti siamo in grado di fare miracoli col photoshop, ma se l'immagine è buona in partenza anche l'elaborazione diventa una passeggiata.
Però nessuno ha fatto caso ad una cosa, un'immagine solare di cui avete postato il link
è palesemente deformata in altezza (allungata), l'ho confrontata con la mia e con quella
dell'osservatorio di Catania, non capisco come possa avvenire questo genere di cose,
la foto astronomica è una cosa seria, in verità avrei voluto farlo notare all'autore,
ma poi ho pensato che magari si offende, a parte ciò per essere correttamente
orientata occorre ruotarla di 180°, raramente mando qualche foto,
ma quando non la oriento mi sembra corretto specificarlo.
Per concludere, il diametro è indubbiamente importante, ma lo strumento deve essere realizzato in maniera rigorosa.
 
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