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»Forums Index »Tecnologia e tecnica astronomica »TECNICA E TECNOLOGIA ASTRONOMICA »Doppietti, tripletti, e altri multipli magici.
Author Topic: Doppietti, tripletti, e altri multipli magici. (10 messages, Page 1 of 1)

maxproject
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Joined: Sep 25, 2008

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Posted: May 18, 2011 02:42 PM          Msg. 1 of 10
Il mercato dei telescopi è attualmente interessato dalla presentazione di alcuni schemi a rifrazione di vario diametro e focale a prezzi IN ALCUNI casi competitivi.
Su questo è necessario un ragionamento, a parte la questione meccanica che viene subito disintegrata smontando un tubo e valutandolo con cura, noi stiamo domandandoci come sia possibile produrre schemi ottici a rifrazione il cui costo dell'obiettivo, già importato e montato in cella, costa poco più dei vetri grezzi di produttori qualificati.
Provate a farvi delle domanda al riguardo, e domandatevi anche perchè alcuni prodotti che usano questi vetri (o hanno usato questi vetri pregiati) sono tutt'ora molto ricercati, mentre i clonati o i sostituiti entrano nel vorticoso giro dei mercatini.

Qualcuno vuole chiarire questi aspetti?

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maurizio
--
Posts: 143
Joined: Sep 25, 2008


Posted: May 18, 2011 03:44 PM          Msg. 2 of 10
Posso provare a chiarirne uno.

Una ipotesi potrebbe essere che forse questi vetri ottici non rispettano le caratteristiche minime di tolleranze degli indici di rifrazione tra una fusione e l’altra (ecco perché costano poco).
Già una differenza dell’indice di rifrazione sulla 3 cifra decimale obbligherebbe un produttore serio ogni volta a rivedere il progetto con enorme aumento di tempi e costi di modifica delle attrezzature standard.
Il produttore che non fa questo mette in circolazione dei prodotti che rispetteranno il progetto solo casualmente.
Ecco perchè molti di questi telescopi, deludendo le aspettative dell’acquirente, si ritrovano subito nei mercatini dell’usato.

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maxproject
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Posted: May 18, 2011 09:21 PM          Msg. 3 of 10
Ecco una spiegazione già molto concreta e evidentemente anche la più corretta. Aziende come Ohara, per esempio, differenziano di pochissimo i prezzi in funzione dei pezzi ordinati, dunque le economie non stanno nelle quantità di vetro, ma in una SOSTANZIALE differenza del medesimo.

Dove finiranno le fusioni scartate dal primo standard qualitativo? Le distruggono? Le vendono senza garanzie? A questo non possiamo rispondere.

Di certo sappiamo che esistono cloni cinesi di questi e altri blasonati vetri, cloni sui quali nessuno è in grado di fornire standard certificati su indici di rifrazione costanti per esempio.

Stiamo seguendo la discussione in un forum in cui si parla dei rifrattori acro a fuoco lungo, si portano alcuni nomi tra cui il nostro. Il solito "esperto" cita e dice pro e contro (evitando commenti sul nostro marchio, già che non ne ha mai provato uno) e ci racconta che secondo lui un altro modello il cui costo è di circa 700 euro è il più equilibrato sul mercato. Peccato per lui che noi lo abbiamo provato (lui no) nei tre rapporti focale e vale proprio quei soldi li, che è poi il prezzo del rivenditore, mentre il nostro è un prezzo di fabbrica.

Anche in questo caso si costruisce un castello di carte che crollerà abbastanza facilmente (per esempio la leggenda che queste ottiche siano giapponesi, nella realtà lo erano nei primi pezzi, ora sono cinesi normali, con tutti i presupposti di cui sopra).

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Jul 30, 2011 12:00 PM          Msg. 4 of 10
Quanto a tutti quelli che si riempiono la bocca con sigle di vetri miracolosi, vorremo far capire ai medesimi che il vetro ha la sua importanza, ma non è risolutivo sulla qualità di uno strumento a rifrazione. In altre parole posso anche usare fluorite naturale ma se poi la intubo come posso e al risparmio, qualche dubbio sulla sua funzionalità resta.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Sep 9, 2011 05:28 PM          Msg. 5 of 10
A risposta del primo post è la conferma che nuovi tubi composti da molti elementi ottici sono presentati al mercato allo stesso prezzo di realizzazioni occidentali. Sulla meccanica - dando per scontata la resa dell'ottica - discuteremo con dati certi.
Questa è comunque la dimostrazione reale di quanto andiamo a dire: a parità di prestazioni e qualità il prodotto orientale non è più competitivo sul fronte dei prezzi, sconta inoltre una insicurezza di fondo sul processo di controllo qualità.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)

enrico
Posts: 178
Joined: Nov 1, 2008


Posted: Sep 9, 2011 09:26 PM          Msg. 6 of 10
Il mio MK 180/2700 HA DISINTEGRATO un apo triplet 80/500..........IN ASSOLUTO il miglior strumento possibile............ con tanto di CERTIFICATO OTTICO a 1/8 di lampadina........... -

Enrico

Teo
Posts: 50
Joined: Aug 21, 2011


Posted: Sep 9, 2011 10:08 PM          Msg. 7 of 10
Quote: A risposta del primo post è la conferma che nuovi tubi composti da molti elementi ottici sono presentati al mercato allo stesso prezzo di realizzazioni occidentali. Sulla meccanica - dando per scontata la resa dell'ottica - discuteremo con dati certi.
Questa è comunque la dimostrazione reale di quanto andiamo a dire: a parità di prestazioni e qualità il prodotto orientale non è più competitivo sul fronte dei prezzi, sconta inoltre una insicurezza di fondo sul processo di controllo qualità.

Maxproject

--- Original message by maxproject on Sep 9, 2011 05:28 PM
Il fatto che strumenti costruiti con la medesima cura abbiano dei prezzi simili indipendentemente dalla provenienza mi sembra in un certo senso scontato.
Da quello che posso immaginare il prezzo dipende da:
-progetto
-materie prime
-macchinari
-manodopera

Il costo del progetto è simile (e richiede "manodopera" specializzata costosa ovunque).
Il costo delle materie prime è uguale
Il costo dei macchinari è uguale
Il costo della manodopera varia di molto

Se costruissimo cesti in vimini dove la quasi totalità del costo del prodotto è determinata dalla manodopera, risulta ovvio che i prodotti di provenienza orientale (cina e simili) costino una frazione di un prodotto occidentale.

In prodotti dove ad esempio la manodopera determina "solo" il 30% del prezzo le differenze possono raggiungere al massimo il 20-25%.
Inoltre certi prodotti necessitano di manodopera specializzata e le differenze di costo possono ulteriormente diminuire. Inutile sperare di avere una ferrari made in china al costo di una panda...

La realtà è che i paesi emergenti hanno permesso la produzione di prodotti mediocri a costo basso, cosa che in occidente non è possibile fare.
Come consumatori ci siamo abituati a spendere poco e cambiare spesso, questo fa il gioco di un'economia come la nostra basata sui consumi.
Vi è anche da dire che la continua evoluzione tecnologica in certi ambiti rende poco conveniente avere prodotti costosi e durevoli (che diventano rapidamente obsoleti, ad es. elettronica di consumo).
Ma questo è un discorso generico, con i telescopi il discorso cambia, gli schemi ottici sono conosciuti, le caratteristiche dei vetri anche ed un prodotto costruito in modo eccellente continuerà a dare risultati eccellenti in termini assoluti e non relativi al periodo di costruzione.

www.matteoquadri.ch

maxproject
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Posted: Sep 10, 2011 12:02 AM          Msg. 8 of 10
Il problema Teo è che hai ragione, ma gli astrofili non lo hanno capito, e dobbiamo dimostrarlo con dati di fatto............., oltre al previsto tonfo della economia cinese previsto a breve e che avrà pesantissime ripercussioni per loro e per noi occidentali.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)
 

 

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