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Author Topic: 150 anni.....e non si vedono. (4 messages, Page 1 of 1)

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Mar 17, 2011 01:51 PM          Msg. 1 of 4
Oggi si discuteva con un astrofilo conosciuto e molto esperto, con il quale intratteniamo rapporti di amicizia molto stretti e tra le varie argomentazioni affrontate è emerso anche un pensiero comune (nostro e suo), relativamente agli astrofili italiani.

E' curioso notare come in Italia gli astrofili, non appena nasce una nuova realtà produttiva orientata alla eccellenza qualitativa, indipendentemente dalla possibilità o desiderio di aver quei prodotti, scatenino una guerra a sostegno di produttori dalla reputazione piuttosto dubbia, o dalla qualità ancor meno che decente. E' curioso questo , perchè anche se noi non possiamo accedere ad alcune eccellenze, dovremmo comunque essere contenti che in Italia
ci sono ancora aziende che sanno rischiare e con un progetto industriale ben chiaro, sfidando produzioni di massa e produttori esteri qualificati.

E' un comportamento tipicamente italiano, tenuto da astrofili dalla scarsa cultura tecnica (diremmo inesistente....) e facilmente attratti da tutto ciò che è nuovo e colorato.

Il sostegno ad iniziative squisitamente tecnologiche, anche se non accessibili per tanti motivi (costo, tipologia di prodotto, ecc. ecc.) dovrebbe essere un fattore di piacere per il consumatore, che può constatare che non solo all'estero ci sono esecuzioni di alto pregio e di alta gamma.

Molto meglio portare un tubo da 300 dollari come esempio di qualità tecnica, soprattutto se questa qualità si è acquistata con quattro noccioline e una banana, e non si è nemmeno in grado di capire cosa si è acquistato, quel che conta è che sia nuovo, ben pubblicizzato, colorato e recensito sulle riviste.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
Posts: 914
Joined: Dec 26, 2010

NortheK Accademia


Posted: Mar 21, 2011 07:07 PM          Msg. 2 of 4
Max i 150 anni non si vedono anche, in molti altri ambiti !

Giusto per rimanere in ambito astroamatoriale mi associo al tuo pensiero e quoto quanto da te detto riguardo alla scarsa considerazione sui produttori italiani .

Hai pero' sottolineato giustamente anche la motivazione , la scarsa conoscenza e la scarsa esperienza , che una volta maturata dovrebbe portare a rivedere le proprie opinioni e le proprie scelte , almeno si spera!

Per esempio ricevo spesso complimenti per le mie immagini ma sono consapevole che non sono di alto livello in relazione alla strumentzione e non lo possono essere perche' nel complesso , nel suo insieme la strumentazione non e' di alto livello , ma ne sono consapevole ora , che ho maturato una certa conoscenza delle problematiche temiche e meccaniche , e tra me e me penso che
questi astrofili non si rendano conto dell'enorme lavoro che c'e' stato dietro le quinte per far lavorare al meglio quello che ho tra le mani . Eppure bene o male e' un telescopio possiamo dire made in Italy ma nonostante cio' ed ecco il nocciolo della questione continua a risuonare l'eco delle ottiche "straniere" .

Oltretutto adesso c'e' la rincorsa ai prezzi in caduta degli SC della Celestron e si fa' un gran vociferare in favore di queste ottiche ma sarei pronto a scommettere che se metti un DK 230 Northek invendita a prezzo di costo non lo prende nessuno perche' ........e' made in Italy !!

Ciao Andrea
Edited by Andrea Maniero on Mar 21, 2011 at 07:09 PM

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Mar 21, 2011 08:51 PM          Msg. 3 of 4
Caro Andrea, a menar la lingua sono tutti svelti, salvo poi chiedere conto di quanto affermano.

Purtroppo la scarsa conoscenza tecnica (e anche, per inciso, la scarsa voglia di imparare), fa il gioco dei costruttori/giocattolai. E ribadiamo giocattolai, perchè è come paragonare in digitale compatta da 150 euro a una Nikon digitale da 3000 euro, le differenze ci sono e si vedono nei risultati, e non a caso chi ha la possibilità e la capacità non si mette a far questioni su cosa comperare. Ecco il paragone delle macchinette digitali e delle digitali semi professionali è molto calzante. Nikon stessa ha obiettivi zoom da 200 mm a 200 euro e zomm da 200 mm o giu' di li a 2500 euro, non sono degli sprovveduti e sanno bene chi compererà quello da 200 euro e chi compererà quello da 2500 euro. E' il cliente stesso che ne vede le differenze.

E tu hai ragione a dire questo, perchè noi stessi ci rendiamo conto di quanto sia lunga la messa a punto di uno strumento prima di renderlo operativo (controllo dei serraggi laterali, controllo degli assi, controllo di tutto il sistema e in ultimo collimazione fine da farsi allì'inizio della seduta osservativa).

Il vociferare su certi marchi è molto chiaro che è un vociferare sponsorizzato, non ci vuole molto a capirlo, salvo i più sprovveduti che ancora credono alle cretinate.

Il DK 230 è , diciamo per dire, il cuneo tra il C9 e il MW250 costa di più del C9 ma ha le prestazioni del MW 250, molti dovrebbero riflettere invece che impestare i forum di domande stupide su strumenti di cui il detto si è detto e nulla è più da aggiungere se non il prezzo finale in fondo alla fattura.

Siamo molto convinti del nostro progetto e mese per mese vediamo un incremento delle richieste e questo è molto confortante per noi, perchè - forse - vuol dire che il messaggio di NortheK sta passando.

Ciao
Max

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Mar 21, 2011 09:02 PM          Msg. 4 of 4
A tale proposito, sulla preparazione degli astrofili e la volontà di imparare, abbiamo una esperienza simpatica da raccontare.
Abbiamo tenuto, in parallelo ai corsi UP di astronomia, alcune lezioni monotematiche di tecnica astronomica rivolte agli ASTROFILI del luogo. Si è parlato in modo sommario di ottica strumentale, struttura delle intubazioni ecc.
A parte che abbiamo pure scoperto che ANCHE astrofili di decennale esperienza sapevano poco o niente, salvo discutere per ore di questo o quel CCD (magari attaccato a un cinese da 500 euro), pareva di parlare ad una assemblea di sordi, con parole incomprensibili.
Molti gli sbadigli e molte le defezioni alla seconda lezione.

Questo è comunque lo standard, da cui spiccano ovviamente persone intelligenti e ragionevoli con cui si sono scambiate opinioni utili ed importanti.

Maxproject

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(G. Schiaparelli)
 

 

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