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Author Topic: Calcolo del campo inquadrato nelle riprese digitali (8 messages, Page 1 of 1)

giampaolo
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Posts: 14
Joined: Sep 25, 2008

NortheK Accademia


Posted: Nov 4, 2008 11:27 AM          Msg. 1 of 8
Ciao,a tutti
apro questa discussione che può essere utile a più di qualcuno
posto in questa sezione,perchè ci sono delle formulette tecniche,
allora,sento dire spesso in giro,voglio riprendere le Pleiadi con il mio Newton,ci staranno nel mio sensore,oppure mi piacerebbe riprendere la tal galassia ngc...senza magari sapere la dimensione che tale oggetto avrà alla fine sul sensore,con il rischio di non poterlo rilevare affatto data la dimensione esigua dell'oggetto stesso.
Allora per sapere il campo inquadrato da un certo telescopio in abbinamento con un certo sensore
digitale o pellicola che sia la formula da adottare è questa:

dimensioni sensore ( espresse in mm. ) X 3438 ( per avere la dimensione in primi d'arco ) / la lunghezza focale del tele ( espressa in mm. )

facciamo un esempio,ho un tele di mm.800 di focale ed una reflex digitale in formato APS,la Canon 350D,che ha un sensore dalle dimensioni di mm.22x15 ( approssimato ) il calcolo sarà :
22 x 3438 / 800 = 94.5' per il lato più lungo del sensore stesso
15 x 3438 / 800 = 64.4' per il lato più corto del sensore stesso

bene vediamo che avremo un campo inquadrato di 94.5' x 64.4' ( per approsimazione 1,5°x1° )da tenerne conto,quando andremo a verificare in un atlante,oppure in un planetario digitale ( tipo The Sky ) alla ricerca degli oggetti da riprendere,
certo esistono in rete anche dei programmini che lò fanno per noi il calcolo,uno lo potete trovare qui:http://www.newastro.com/book_new/camera_app.php
ma di certo è bene sapere a priori quale sarà il campo inquadarto dalla nostra reflex-ccd con un tal telescopio.
Per quanta riguarda le dimensioni sul sensore dell'oggetto da riprendere,lo vedremo con calma in seguito
Giampaolo

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massimoboe
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Posts: 338
Joined: Sep 25, 2008

Owner - NortheK Accademia


Posted: Nov 4, 2008 01:55 PM          Msg. 2 of 8
Grazie Giampaolo di questo tuo primo intervento. Ti esorto a continuare ad esporre queste nozioni di base che sono fondamentali per tutti coloro che vogliono iniziare a dedicarsi nelle riprese fotografiche. Sotto la tua esperta guida sicuramente sarà tutto piu' facile.
Massimo

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giampaolo
--
Posts: 14
Joined: Sep 25, 2008

NortheK Accademia


Posted: Nov 5, 2008 06:48 PM          Msg. 3 of 8
Ciao,a tutti
ti ringrazio Massimo,
per quanto riguarda l'esperta guida,io cerco di esporre le varie nozioni per quanto in mio possesso,se qualcuno vuole intervenire,per altre informazioni ben lieto,c'è sempre da imparare.
Riprendiamo il discorso dove l'avevo lasciato : le dimensioni sul sensore dell'oggetto da riprendere

il calcolo di questa dimensione è utile,ogni qualvolta ( in linea teorica sempre ) desideriamo riprendere oggetti poco estesi, le galassie, che non siano le solite M31-M33 e..e.. basta,oppure le nebulose planetarie,non crediate che gli oggetti del cielo,da riprendere, molto estesi siano in maggioranza anzi il contrario,ma lo stesso calcolo può essere utile per sapere le dimensioni che la Luna od il Sole potranno avere nel nostro sensore,questo in caso si voglia riprendere eclissi ecc..

Allora la formuletta è questa:
focale del telescopio espressa in mm.; X la dimensione dell'oggetto da riprendere espressa in primi d'arco;diviso 3.438

facciamo un esempio ho il mio solito tele da mm.800 di focale e voglio riprendere la Luna durante un'eclisse e voglio sapere quanto grande sarà ( in mm. ) dentro al mio sensore di ripresa

800 X 30' : 3438 = 6,98 mm.

notiamo subito che con la nostra digitale ed una focale di mm. 800 la Luna ci stà molto bene,ci si potrebbe spingere fino ai mm.1.600 di focale

altro esempio una galassia molto in voga M51 ,rileviamo sempre dal nostro atlante-catalogo oppure dal nostro planetario digitale le dimensioni in primi d'arco 12'x7' e noi prendiamo pure il 12' considerandola un cerchio di tal diametro ( in modo benevolo )
allora vediamo le dimensioni in mm nel nostro sensore di tale oggetto:

800 x 12' : 3438 = 2.8 mm.

notiamo subito che 2,8 mm sono pochini per poter rilevare degnamente tale galassia,non che non si possa riprendere a 800mm.di focale per carità,ma per quanto ci si sforzi nell'elaborazione ecc.. il risultato sarà sempre un pò deludente,proprio a causa delle ridotte dimensioni di M51

Bene,al termine di questo mio breve spunto sulle dimensioni,calcolo,sensori digitali-ccd,oggetti del cielo,si può anche prendere spunto per un'altra osservazione,fino a che punto mi posso spingere nell'acquisto di sensori dalle dimensioni generose ed ha un senso la spesa necessaria?
Ecco questo potrebbe essere un'altro argomento di discussione,che affonterò ( sempre dal mio punto di vista ) prossimamente
Giampaolo

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massimoboe
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Posts: 338
Joined: Sep 25, 2008

Owner - NortheK Accademia


Posted: Nov 10, 2008 01:02 PM          Msg. 4 of 8
Giampaolo,
in merito al tuo post precedente, vorrei chiarissi un argomento.
Il mercato oggi rende disponibili sensori di dimensioni abbondanti a costi (beh non proprio popolari ma ancora avvicinabili per alcuni astrofili, e per le associazioni) abbordabili.
Se prendiamo in esame uno strumento dedicato al deep sky (e quindi nel nostro caso un diffuso Ritchey chrétien), notiamo subito che con certi sensori sia inderogabile l'uso del correttore di campo.
Questa applicazione comporta in automatico un ulteriore costo della meccanica, l'acquisto del correttore, e tutti i problemi tecnici connessi (non ultimo una iperspecializzazione del proprio telescopio, ma questa è forse anche desiderata direi a questo punto). In funzione di questo io credo che molti amatori, almeno giudicando dalle mail che ricevo, non si rendano conto fino in fondo delle problematiche connesse ad un simile set up, indiscutibilmente da postazione fissa oltre i 250 mm di apertura, di peso considerevole (o avremo sempre fuori asse pestilenziali in una configurazione come questa), di costo elevato.
Ecco che sarebbe utile, come hai scritto sopra, cercare di capire fino a che punto conviene per chi osserva da cieli cosi' cosi', postazioni semi fisse o mobili, montature non intrasportabili, scegliere sensori di elevate dimensioni (e costo di conseguenza).........
Massimo

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giampaolo
--
Posts: 14
Joined: Sep 25, 2008

NortheK Accademia


Posted: Nov 26, 2008 10:18 PM          Msg. 5 of 8
Allora,Massimo
riallacciandomi ai miei due post precedenti,ed a quanto mi chiedi,vorrei finire il discorso sulle dimensioni del campo apparente-dimensioni oggetto di ripresa-dimensioni sensore di ripresa.
Partiamo subito dal fatto che alle attuali grandi dimensioni dei ccd ci si è arrivati piano piano nel corso degli anni,a causa del loro alto costo di produzione e scarsa diffusione.con costi finali all'utilizzatore sempre più elevati al salire delle dimensioni fisiche,del sensore stesso.
Dicevamo per gradi,cosa significa;
significa che,all'aumentare del diametro del telescopio,focale stessa,si ha l'esigenza.di aumentare anche le dimensioni del ccd,questo perchè come si vede bene dalle formulette sopra descritte,all'aumentare della focale il campo inquadrato si restringe a parità di grandezza fisica del ccd.
A partire dagli ulimi 2-3 anni prima del 2000 e fino ai giorni nostri,i telescopi alla portata amatoriale,si sono evoluti moltissimo,chi 10 anni fà parlava di RC,come ora ai giorni nostri,nessuno,certo c'era qualche eccezione in merito dei più fortunati,ma ai giorni nostri il potersi pemettere un RC da 300-350 mm.di diametro non è più un sogno per l'astrofilo medio evoluto.
Questo ha portato ( l'aumento del diametro facilmente raggiungibile ) ad un aumento anche della lunghezza focale relativa e quindi il bisogno di sensori ccd più grandi.
In USA,come sempre più avanti di noi,per quanto riguarda dimensioni dei telescopi,avendo anche cieli più consoni al loro utilizzo,sono spuntati come funghi RC da 40cm.50 cm. se non di più,con relativo rapporto focale 8 e lunghezza focale di metri 3-4-5 ed ecco appunto l'esigenza
di avere ccd con grandi altrimenti l'oggetto.galassia o quant'altro non più inquadrabile in un unica ripresa.
Poi di riflesso,in Europa,Italia ecc.. si è resa la disponibilità di comprare a prezzi relativamente elevati,sensori tipo STL11000 (24x36) dimenticandoci del fatto che loro ( gli americani ) ne avevano la reale necessità di sensori cosi grandi,mentre noi non avendo postazioni adeguate per i 40-50 e sopratutto per i 3-4 metri di focale,il reale sfruttamento delle dimensioni generose,sarebbe stato un'utopia.
Per dirla tutta,diciamo che loro ( gli USA ) visto che se li costruivano nel loro paese,poterli vendere cosi facilmente a tutto il resto del mondo non sembrava vero e forse non sembra vero ancora adesso.Diciamo che è nata la moda del "ccd grande"
Si certo mi si può controbattere che la tal nebulosa,senza un ccd grande non ci starebbe,che la M31,Le Pleiadi,non si riuscirebbe ad inquadrarle per intero senza avere un sensore generoso,ma come abbiamo visto sopra gli oggetti relativamente grandi in cielo non sono molti,anzi direi pochini.
Diciamo che secondo il mio modo di vedere le cose con le nostre focali utilizzabili,ma anche diametri dei tele,sensori fino ai mm.20x15 sono più che sufficienti,in tal caso i problemi connessi all'utilizzo di spianatori,correttori ecc... sarebbero molto più limitati e di facile risoluzione a costi molto più bassi.
Per quanto riguarda le associazioni,io sono iscritto a più d'una,ed è logico che quando si ha la possibilità di realizzare un osservatorio,si finisca ai 40-50 cm. di diametro, ed a sensori grandi ma dopo il loro reale sfruttamento e si e no il 20 % perchè diametri e focali cosi elevati richiedono tempo a disposizione,cieli,clima metereologico di cui pochissime associazioni italiane realmente dispongono.
Continuerò ancora l'argomento,nel frattempo se qualcuno ha qualche altro consiglio od idea diversa in merito è ben accetto.
Grazie
Giampaolo

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maurizio
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Posts: 143
Joined: Sep 25, 2008


Posted: Nov 27, 2008 11:17 AM          Msg. 6 of 8
sarebbe interessante anche il discorso dimensione pixel e risoluzione.
Grazie Giampaolo


Maurizio

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