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»Forums Index »Tecnologia e tecnica astronomica »TECNICA E TECNOLOGIA ASTRONOMICA »Standard industriali e costruttori di telescopi.
Author Topic: Standard industriali e costruttori di telescopi. (44 messages, Page 1 of 3)

maxproject
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Posted: Dec 17, 2010 10:04 PM          Msg. 1 of 44
Quando ci apprestiamo ad acquistare un bene durevole (come un telescopio non un giocattolo), dobbiamo considerare la questione degli standard industriali e soprattutto delle strutture che li realizzano.
Un tubo ottico che costa 6000 e passa euro non può essere costruito in una cantina con mezzi di fortuna.
Diversi sono i costruttori di materiale astronomico, stratificati secondo il loro target di vendita massivo o qualitativo. Tuttavia richiamiamo l'attenzione sul fatto che quelli di maggior successo sia massivo o qualitativo sono tutti ben strutturati.
Ben strutturati significa avere una capacità progettuale e costruttiva all'avanguardia, un reparto scorte adeguato, un pool piccolo o grande di ricerca tecnica e progettazione, una adeguata provvista finanziaria, buone capacità imprenditoriali e commerciali.
Possiamo raccontarcela per giorni, ma i costruttori nei garages o negli scantinati, andavano bene 20 anni fa. Oggi anche solo le normative sulla sicurezza impediscono una qualsiasi attività di questo genere a meno che non sia invisibile.
Una struttura regolarizzata anche piccola ha costi fissi molto alti, che ricadono inevitabilmente sul prodotto.
Ma, sia ben chiaro, suscita tenerezza quel o quei costruttori che tirano un tubo tanto per campare e hanno pure problemi a comperarsi la serie di viti (non ci credete, ovvio: guardate i siti, sembrano tutti delle piccole zeiss). Se poi vi domandate come mai il telescopio non arriva mai, non è dovuto al sovraccarico di lavoro, bensì ai problemi d'acquisto dei materiali che vanno pagati perlopiù in anticipo e senza discussioni. Eppure vediamo a catalogo strumenti che sappiamo questi non avranno mai i mezzi anche solo per ingegnerizzarli, non parliamo di fare un prototipo: povero pollo quello che li ordina versando un congruo acconto, che sparirà velocemente per ripianare spese precedenti e al cliente arriverà quel che arriverà.
Chiedete al vostro costruttore o negozio cosa ha in casa e se veramente lo ha, già su questo capirete molto.
Essere inseriti in uno standard industriale significa godere di una ricaduta aziendale non di poco conto: accessibilità al credito, accessibilità ai fornitori (i quali prima di vendervi controllano anche i bilanci), accessibilità a strutture esterne molto costose ma assolutamente qualificate, e soprattutto possibilità di sperimentare in proprio un progetto e non di farlo provare al primo cliente.........
Conoscenza delle norme tecniche, della legislazione commerciale e contabile sono pilastri sui quali un imprenditore non deve e non può derogare, pena la vita clandestina (ancora per poco) o la morte prematura.
Quando NortheK ha iniziato la propria storia, aveva comunque 25 anni di attività imprenditoriale di buon successo (senza diplomi stupidi appesi al muro), relazioni con il credito più che buone, intonsa reputazione commerciale e finanziaria. Questo ha permesso investimenti consistenti fin dal primo giorno e ci permette anche di non cercare disperatamente la vendita di un tubo di telescopio. Cerchiamo di fare le cose per bene, e non è detto che un possibile ordine ci interessi proprio se dietro al medesimo non vediamo un cliente in grado di comprenderne la valenza. Stiamo costruendo un successo e non un fatturato.
Alle prime battute qualche furbone ci ha snobbati pensando che eravano uno dei tanti appassionati che si mette a fare telescopi in nero. Oggi ci cercano per avere collaborazioni: spiacenti il treno è passato, ciascuno rimanga nel suo brodo e combatta le proprie battaglie con i mezzi che ha.
Ma quanta fatica facciamo a far capire agli amatori che non si possono acquistare prodotti da persone che non riescono a chiudere il mese........il rischio di trovarsi un catorcio invendibile senza garanzie è dietro la porta.
Volete assistenza certa e responsabilità sul prodotto che vi è stato venduto? Bene, analizzate prima il fornitore, poi il telescopio. Altrimenti il Made in China è li bello che pronto.
Mentre ai più anziani che hanno sempre lavorato nell'ombra......non disperate la pensione arriva presto.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 17, 2010 10:38 PM          Msg. 2 of 44
Standard industriale vuol dire anche competenza. Competenza vuol anche dire non forare le celle col trapano a colonna facendo il segnetto col righello, o anodizzare di nascosto l'alluminio per risparmiare i 150 euro necessari per ogni tubo, contravvenendo cosi' le norme di sicurezza sul lavoro.
Standard industriale vuol dire usare strumenti a pressione regolamente verificati dagli organi preposti, e forniti di tutto quanto è necessario per lavorare secondo gli standard non solo di sicurezza ma di buona esecuzione del manufatto. Vuol dire acquistare un componente corrispondente al progetto, testarlo e poi immagazzinare le giuste scorte a scanso di eventuali carenze di mercato, vuol anche dire avere un potere d'acquisto con alcuni piccoli costruttori e di poter imporre ai medesimi le proprie specifiche tecniche e non sperare nel colpo di fortuna saltuario. Vuol dire avere la possibilità e i mezzi per citare in giudizio fornitori, contestatori pretestuosi, prestatori d'opera che non siano all'altezza di quanto pattuito.
Queste sono alcune cose che stanno a significare una corretta esecuzione tecnica, una adeguata assistenza al cliente, un buona capacità di risolvere i problemi, una elevata capacità di innovare.......
Sono elementi da considerare e che rientrano nella tecnica di uno strumento.

Maxproject

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Vittorio
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Posted: Dec 17, 2010 11:16 PM          Msg. 3 of 44
Noooo secondo me stai esagerando! Per costruire un telescopio professionale basta una bella cantina (però non troppo umida), una bella sega a nastro e un paio di torni e frese cinesi Mi raccomando l'anticipo...che sia sostanzioso, altrimenti a fine mese non ci arrivi. Dimenticavo....un sito internet è importante, mettici un paio di disegni cad e un ray tracing mirabolante e stai sicuro che qualche catorcio lo vendi

Vittorio
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NortheK Accademia


Posted: Dec 17, 2010 11:20 PM          Msg. 4 of 44
Dimenticavo...io sono stato un ottimo e grasso pollo

maxproject
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Posted: Dec 18, 2010 11:36 AM          Msg. 5 of 44
Vittorio, tutti siamo prima o poi anche al di fuori del mercato dei telescopi, dei polli.......succede ed è normale.
Quello che scriviamo serve solo a spiegare a molti utenti che non hanno idea di cosa consiste una operazione impreditoriale seria, le sfaccettature che vanno analizzate.
A volte ci troviamo di fronte a grosse società che ci trasmettono ordini (non per astronomia) di cospicuo valore, e foss'anche di piccolo valore, la valutazione del dossier fornitore è per loro un fatto inderogabile, indipendente dal prezzo e del prodotto. Passato il primo esame si inizia la trattativa commerciale.
Se gli astrofili conoscessero i dossier competitors che noi abbiamo sul tavolo, sicuramente da qualcuno di questi non compererebbero. Ci sono situazioni finanziare sull'orlo del baratro e, evidentemente solo un fesso si ferma al bilancio,leggendo gli stralci informativi si capisce molto bene la reale situazione e il reale posizionamento sul mercato di una data struttura.
Invitiamo tutti coloro che si riempiono la bocca di cretinate imparate sul forum o sulle pagine colorate dei siti, ad una maggiore cautela. Poi: chi è autore del suo male pianga se stesso.

Maxproject


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Edited by maxproject on Dec 18, 2010 at 11:37 AM

maxproject
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Posted: Dec 22, 2010 10:40 PM          Msg. 6 of 44
Spesso ci si domanda perchè un prodotto industriale (inteso come industrializzato con i giusti canoni di un progetto e normato secondo quanto prevede la diligente costruzione di un prodotto manifatturiero) costi molto. Le risposte sono sopra, ma noi sosteniamo che prodotti come i NortheK non costano affatto più del dovuto.
E' proprio grazie ai parametri che abbiamo indicato nei post precedenti che riusciamo ad abbattere enormemente i costi di produzioni, mantenendo degli standard qualitativi molto alti, se non ci sono problemi costruire 20 o 30 tubi alla volta senza preoccuparsi di venderli, è anche ovvio che si avrà il meglio al miglior prezzo.
Chi altro, che NON sia mass market, propone prodotti come i nostri al nostro prezzo? E con quali garanzie di struttura? Queste domande devono essere oggetto di riflessione.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 26, 2010 03:32 PM          Msg. 7 of 44
Il concetto di industrializzazione, non va inteso come produzione in larga scala di un prodotto (accezzione questa obsoleta), ma come capacità aziendale di rapportarsi al mercato e - soprattutto ai fornitori - con un approccio molto ben delineato.
Potremmo paragonare il costruttore che acquista diversi pezzi dalla subfornitura, magari messe a fuoco, di diverse marche e precisioni per soddisfare le richieste dei clienti, e NON domandandosi quale di questi fornitori sia affidabile nel tempo e nella qualità richiesta.
Ecco questo è un approccio ARTIGIANALE. A noi preoccupa di più la solidità e la qualità ripetibile nei prodotti di un fornitore, che non il prezzo di acquisto.
Con questo sgomberiamo il tavolo dalle molte problematiche che vanno ad esasperare l'assistenza e il customer service.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 26, 2010 04:35 PM          Msg. 8 of 44
NortheK ha una concezione tecnica che semplifichiamo in "teutonica", pur che anche questi non sono esenti da problemi, siamo molto vicini alla pedanteria e noiosaggine germanica, ma anche alla visione produttiva e progettuale di quello che è ad oggi l'unico e vero leader tecnologico europeo in senso generale.
Tra le nostre subforniture diremo che il 90% sono di quel paese o della medesima area culturale, mentre per le lavorazioni o le trasformazioni gradiamo molto di più collaborazioni italiane di eguale capacità tecnica (meno organizzate pero') ma di maggiore abilità esecutiva (prerogativa riconosciuta alla meccanica italiana in tutto il mondo).
E' molto lontano dal nostro pensiero cambiare un prodotto approvato e testato, se non per cause di forza maggiore, cerchiamo prima del prezzo l'affidabilità e le garanzie qualitative costanti. E' un segno esattamente inverso a quelli che comperano dove costa meno o dove capita. Anche questo è customer service.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 28, 2010 09:02 PM          Msg. 9 of 44
Questo argomento è comunque importante, perchè tende subito a tagliare le gambe a quei personaggi poco chiari e sotto mentite spoglie, che cercano di sponsorizzare iniziative che partono da idee entusiastiche ma senza l'adeguato supporto industriale. Non è sufficiente crearsi lo scaffale con le coppe da primato presunto per potersi accreditare imprenditori nel settore tecnico.
Un progetto e una concezione industriale esigono - a prescindere - un modello di metodo e pensiero che non si recuperano dalla letteratura (ecco perchè alcuni veri esperti non sono mai riusciti ad esplicare una iniziativa con un senso economico), o peggio ancora dalla lettura di forum, documenti in internet e qualche notiziola da vecchi documenti.
Un progetto va anche valutato su questo e per questo, i fautori del bianco che più bianco non si può, siamo poi così sicuri che riescono a gestire un'attività tecnica e non di semplice commercio? Siamo sicuri che gli hobbysti venditori sotto banco ci saranno ancora domani? Sono domande che bisogna porsi prima di spendere i propri soldi.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 30, 2010 08:51 PM          Msg. 10 of 44
Lo standard industriale viene rapidamente valicato dal marketing che oggi il web rende molto facile e mascheratore di quello che non c'è.
Dal marketing di una azienda capite anche la sua valenza industriale. Quando cominciate a vedere logo nei siti amatoriali, o da referaggi, il significato è molto semplice, cioè si cerca di intercettare una utenza abbastanza impreparata agli argomenti tecnici.
Chi costruisce e progetta secondo determinati canoni, e soprattutto imposta una politica finanziaria pesante, con notevoli investimenti in scorte e attrezzature non puo'assolutamente avvalersi di questi mezzi, che agli occhi dei più esperti (cioè il target del costruttore qualificato) sviliscono il costruttore medesimo, non tanto per chi mette il banner quanto piuttosto per la scelta di avvalersi di queste forme pubblicitare di scarsa rilevanza e nessun contenuto tecnico.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jan 1, 2011 01:14 PM          Msg. 11 of 44
Il web è una formidabile piattaforma per poter promuovere le proprie idee e posizioni. Ma il web è anche un utilissimo paravento per nascondere quello che non c'è. Siti mirabolanti, aziende che lavorano nel garage........sempre più spesso e non solo in astronomia questa è una realtà.
Investire in un sito web costa poco, investire in una struttura costa enormemente, ma se non c'è la seconda possiamo dire che il nostro telescopio è stato realizzato con i criteri del prodotto tecnico? Ovviamente diventa insostenibile mantenere alcune tesi. Abbiamo visto costruttori di ottiche alluminare in campane di vetro a vuoto, di quelle usate nelle scuole per mostrare il funzionamento del sistema.
Accreditarsi esperti è ancora più facile. Se si vuole fare presa su di un facile pubblico basta iniziare a postare dotte (?) discussioni di "apparente" solidità tecnica per diventare immediatamente, agli occhi dei meno veloci, "esperti" la cui parola vale moltissimo e non va messa in discussione.
Chiedete a questi signori di darvi i progetti per uno strumento, ben ottimizzato in tutte le sue parti, magari non usuale (se no copiano da altri) e di motivarvi tutte le scelte.
Oggi in internet reperiamo qualsiasi informazione necessaria, la vera differenza sta nel saperla applicare concretamente ad un manufatto, e non nel giocare a rocambolesche discussioni che rasentano anche il ridicolo.
Noi in NortheK se non conosciamo a fondo, e in modo professionale, un argomento evitiamo di affrontarlo o ci rivolgiamo a professionisti del settore, quasi mai operanti nell'ambito dell'astrofilia.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jan 1, 2011 01:51 PM          Msg. 12 of 44
Qualcuno poco addentro alle dinamiche gestionali di una azienda manifatturiera, vive ancora nella beota convinzione che per abbassare i costi di un manufatto è sufficiente aumentarne la tiratura.
Questo è sbagliato. I prodotti vanno suddivisi per target di destinazione, se noi facciamo fiammiferi o chiodi, allora si il numero compensa i costi, già che il consumo è altissimo e il mercato è immenso. Gli imprenditori di maggior ricchezza, sconosciuti ai più, realizzano le loro fortune con queste commodities e non con i prodotti complessi.
Ma se noi guardiamo ad un prodotto tecnico, facciamo tanto per dire una macchina fotografica di alto blasone come una Leica per applicazioni severe, credete che costi cosi tanto perchè ne fanno tre? Ovviamente no, i pezzi sono moltissimi e di tirature molto lunghe, con immagazzinaggi che coprono anche tre anni di vendite. Ne consegue che il costo è dato soprattutto dalla gestione del controllo qualità e dal complessivo del progetto.
Se noi facciamo, nello stile NortheK, uno Schmidt Cassegrain da 200 mm, pensiamo tranquillamente ad un prezzo di vendita intorno ai 5000 euro per il tubo ottico. Se ne facciamo 10 i costi si abbassano di circa un 30%, se ne facciamo 100 i costi si abbassano appena del 5% (totale ipotetico 35%). Perchè?
Se da un lato abbiamo una economia nelle macchine a controllo che producono tanti pezzi uguali senza tempi morti (ma attenzione: signore macchine che hanno un costo orario piuttosto alto, non scassoni di mio nonno), quello che frena la riduzione del costo è il mantenimento dei parametri qualitativi. Una macchina utensile può lavorare in tanti modi , più o meno precisi, se lavoriamo bene dovro' svolgere funzioni complesse, molti cambi utensili, e velecità ben controllate.
In altre parole, semplificando, non riuscire ad avere alcun risparmio se non sulla preparazione della macchina.
Ma se poi vendiamo 1000 pezzi?? Questo è peggiorativo perchè impegna l'impianto per un lungo periodo, quindi senza poter variare e ottimizzare i valori della remunerazione media, e magari siamo anche costretti ad acquistare un ulteriore impianto per svolgere altri lavori. Questo comporta un innalzamento dei costi di struttura che vanno a rosicchiare i margini che tanto ci siamo sudati con le economie di scala.
La massima remunerazione e il minor costo si ha ottimizzando le quantità e i relativi flussi in funzione di un impianto ben preciso.
Se un telescopio NortheK da 250 mm richiede circa 20 ore per essere montato, se ne assembliamo 20 in fila tutti uguali, questo tempo scende a circa 15 ore. Il risparmio c'è ma è minimo e non va tanto ad incidere sul prezzo di listino.
NortheK adotta un preciso metodo di produzione che ha ottimizzato ogni aspetto, rendendo modulare il progetto e implementabile ai vari schemi, così da ottimizzare gli aspetti sia della produzione che della logistica.

Maxproject

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Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Jan 1, 2011 06:19 PM          Msg. 13 of 44
Una domanda ,

Quale dovrebbe essere secondo voi il profilo dell'astrofilo che sceglie un prodotto Northek , lasciando a parte momentaneamente il potere di acquisto economico e dando per ovvio che non sia un "amatore" da poco tempo .
Ovvio anche che sia una persona che abbia ben compreso cosa sia la qualita' e tutto cio' che essa comporta a monte fino al momento dell'acquisto .
L'acquisto di un prodotto pero' ai soli fini del prestigio in questo campo puo' essere deleterio , non e' come possedere una Ferrari infatti chi la possiede non fa' di lui un pilota ed i limiti stradali non potranno mai far venire a galla la verita' sulle abilita' del suo possessore .
Gli astrofili tutti ( spero) nell'acquistare una certa tipologia di prodotto si aspettano di conseguenza dei risultati che di per se' hanno un cosi' grande numero di variabili per essere ottenuti che molte volte ( non sempre) sono i principali giudici dello strumento che si possiede . Ho letto mi sembra un intervento di Daniela , che giustamente evidenziava come
ci possa anche essere la possibilita' che qualcuno acquisti un prodotto Northek ma non sia poi all'altezza di ottimizzarlo e maneggiarlo per cui ne sconsigliava preventivamente l'acquisto ( e' una mia interpretazione ovviamente ) . Io non sono il tipo che giudica uno strumento dalle immagini che vede in rete , ma se su 10 immagini fatte da 10 autori diversi ne vedo 8 di un livello medio/alto e due scarse mi faccio un'idea , se su 10 di dieci autori diversi ne vedo 8 medio basse e due pessime mi faccio un'altra idea , se non ne vedo nessuna tiro una conclusione .
In questo thread si parla di standard industriale in termini che mi trovano pienamente in accordo con le linee seguite da Northek , ma allora se i vari recensori e tester come ho letto possono restarsene a casa loro Northek si affidera' solamente ai propri clienti ? Se si come poter conoscere le loro impressioni ?

Grazie Andrea

maxproject
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Posted: Jan 1, 2011 09:16 PM          Msg. 14 of 44
Ciao Andrea, cerchiamo di risponderti in modo piu' completo possibile.
L'astrofilo cliente NortheK, escludendo il tema finanziario, è l'astrofilo che ha una adeguata conoscenza tecnica e soprattutto capisce e apprezza le valenze tecniche del prodotto. Non è nostra intenzione vendere un telescopio per "prestigio" (se no avremmo riempito le riviste di fotografie e i tubi di serigrafie), bensì per le sue intrinseche peculiarità progettuali e per il suo indubbio contenuto tecnico.
Chiaramente noi vendiamo telescopi. Chiaramente non li consigliamo a chi non ha mai avuto per le mani strumenti che vanno un po' al di la del consumer, a chi ha paura ad eseguire collimazioni, a chi vive nel terrore vedendo la polvere sullo specchio primario. Sono prodotti tecnici e come tali vanno usati, non sono giocattoli e non sono arredi da salotto.
Noi NON giudichiamo MAI un telescopio dalle immagini in rete. Vediamo bellissime immagini fatte con telescopi di cui sappiamo esistono molteplici problemi d'uso e gravi difettosità nella progettazione. Giudicare un telescopio dalle foto del web è come comperare un'auto dopo la recensione su quattroruote, padronissimi di farlo, e di piangere dopo.
Si NortheK si affida alla soddisfazione del Cliente, poi i medesimi se lo ritengono opportuno diffondono i risultati o meno.
Ma se un acquirente segue il nostro progetto e la nostra policy industriale non fa certamente fatica a pensare che sta acquistando un prodotto tecnico del valore richiesto, anzi, diremmo senza peli sulla lingua che le nostre discussioni valgono 100 volte una immagine pubblicata sul Web (per inciso: una immagine elaborata ha ben poco valore dal punto di vista tecnico-strumentale.....percio' si autoesclude dal giudizio strumentale).
Conosciamo personalmente valenti astrofili che pubblicano buone immagini con strumenti che noi giudichiamo scadenti, a denti stretti e in via confidenziale, emergono poi le problematiche. Cio' non esclude che anche con un secchio di ferro si possono fare pregevoli lavori, ma con quanto e quale sforzo? e con che rischi finali? e con quanta elaborazione? e in che condizioni?
L'azienda è sana e solida......molto meglio di uno che pubblica belle foto con il telescopio costruito in cantina e che da un giorno all'altro scompare dal mercato.

Maxproject


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Edited by maxproject on Jan 1, 2011 at 11:35 PM

maxproject
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Posted: Jan 2, 2011 12:13 PM          Msg. 15 of 44
E, scusandoci per la incompletezza ma siamo in grave situazione personale, a completamento di quanto sopra vorremmo solo citare un esempio che vale per tutti.
I newtoniani fotografici austriaci che non costano proprio poco sono afflitti da non pochi problemi e, a nostro modestissimo parere, non valgono i soldi richiesti. Nelle liste private è pieno di gente che si lamenta, ma le foto?
Sono bellissime e favolose.

Allora come facciamo? Qual'è la valenza di questi prodotti? Non sta a noi giudicarlo, noi giudichiamo solo il progetto. Noi non li avremmo costruiti cosi'. Ma se fossero costruiti e ingegnerizzati in modo più accorto non pensate che l'utente sarebbe automaticamente manlevato da un mucchio di questioni che magari deve auto-risolversi per proprio conto?

Non si può fare perchè non è eticamente corretto, ma si potrebbe mettere facilmente un elenco di problematiche per vari strumenti anche blasonati e dei quali circolano centinai di foto nel web.

Forse (sicuramente) un giorno faremo la pubblicità comparativa.

Maxproject


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Edited by maxproject on Jan 2, 2011 at 12:15 PM

daniela
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Posted: Jan 2, 2011 04:04 PM          Msg. 16 of 44
Ciao Andrea. L'astrofilo che acquista NortheK non ha da essere un superspecialista degli strumenti. Se lo fosse sarebbe un professionista. La linea 250 non e' destinata ai professionisti, sono strumenti per uso amatoriale avanzato. Siccome e' un dilettante, quindi non si guadagna da vivere facendo osservazioni astronomiche, quindi la sua professionalita' sta altrove - noi siamo i primi ad essere consapevoli che nessuno nasce imparato. Non siamo nati imparati nemmeno noi - e' una ovvieta', ma, la scriviamo nero su bianco. L'astrofilo che acquista uno strumento NortheK e' una persona intelligente, e' curioso, pieno di voglia di imparare e di confrontarsi. A chi acquista vengono forniti tutti gli elementi per usare lo strumento al meglio, non escluso un breve corso che espone l'uso e la manutenzione, non a parole, ma mettendoci mano a fianco di esperti. Non e' finora ancora capitato che qualcuno acquistasse con finalita' di "prestigio" e senza l'intento di utilizzare il telescopio, che devo dirti? Se succedera' ci porremo il problema :-) Penso che gli diremmo, fai come vuoi, e quando cambierai idea siamo qua. Penso anche che dopo un po' di tempo cambiera' idea.

Daniela

"L'essenza della liberta' e' la matematica"

maxproject
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Posted: Jan 6, 2011 08:50 PM          Msg. 17 of 44
Va da se che quando NortheK progetta un telescopio, in funzione del suo diametro e dello schema ottico, ne ingegnerizza anche l'operatività.
Non avrebbe alcun senso produrre telescopi anche piccoli ma di incomprensibile uso da parte dell'utenza.
Così un 250 mm è facile da usare per tutti coloro che hanno le prerogative descritte da Daniela, un 350 richiede un pochino più di impegno ma non è nulla di trascendentale. Ci pensa NortheK a progettare sistemi di sicurezza che assicurano da rotture e problematiche sullo strumento, così come ci pensa NortheK a dare il minimo necessario di intervento richiesto al Cliente.
Ma bisogna comprendere bene che noi non incolliamo gli specchi per evitare che un cliente tocchi qualche vite......al più nulla si rompe ed è sempre riparabile, ma a certe pratiche da rigattieri non vogliamo scendere.
Ottenere questi risultati è una ricaduta consequenziale ad un progetto industriale e non ad un tubo prodotto secondo la richiesta del momento.
Appunto una concezione industriale e non artigianale.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jan 6, 2011 09:19 PM          Msg. 18 of 44
Progettare secondo uno standard industriale, comporta anche dei pesanti costi di partenza, che devono essere mitigati dalla massima standardizzazione di ogni componente (dalla viteria, ad ogni singolo pezzo che va pensato per essere usato in diversi modelli se possibile). Questo tipo di approccio consente - a costo iniziale elevato - di arrivare ad un livello qualitativo molto elevato, ma a costi proporzionalmente molto minori grazie alla possibilità di produrre in serie molti componenti o sub-componenti, o di poter acquistare da costruttori qualificati componentistica non accessibile a numeri bassi.
Ecco dunque un criterio fondamentale che è poi quello che ci porta a proporre rigidamente dei diametri strandard a costi di molto inferiori alla concorrenza di pari classe (prendere un pariclasse apritelo e aprite uno dei nostri, poi discutiamo).
Certamente se costruissimo un tubo in funzione dell'ordine del momento, saremmo costretti ad economie esasperate e a concezioni ingegneristiche di mio nonno per poter vendere. Questo è il lavoro degli artigiani che sono a listini dimezzati o quasi rispetto a noi ma la differenza è ben evidente mettendo due tubi affiancati. Ci sono artigiani che costano quasi come noi ma non riusciamo a capire il perchè, già che il disegno di ogni singolo tubo è abbastanza elementare e non privo di criticità.
Resta invariato il ragionamento che solo con un progetto globale molto chiaro si possono affrontare questo genere di investimenti, e in Europa ben pochi lo possono fare.

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Posted: Mar 8, 2011 09:26 PM          Msg. 19 of 44
Ma comunque è interessante notare un fatto importante. Supponiano di acquistare un telescopio dal costruttore pinco, supponiamo anche che questo telescopio per qualsiasi motivo non funzioni o sia gravato da pesanti difettosità.
A quel punto il costruttore con buon senso metterà mano e lo riparerà, se pero' il telescopio è sbagliato nella sua concezione e il costruttore non ha i mezzi per rifarlo o ripararlo cosa si puo' fare?
Ben poco. Tutti diranno che esistono regole commerciali e giuridiche che tutelano un bene non conforme alle specifiche o a quanto pattuito.

Nella realtà, se il costruttore opera con mezzi di fortuna in azienda di fortuna, il risultato è che ci si "attacca al tram". Di solito sono anche costruttori o commercianti che non hanno nulla di materiale su cui rivalersi.

Oramai i casi di acconti ricevuti e mai restituiti (c'è uno che è maestro in questa operazione), beni consegnati non conformi e mai rimborsati, pezzi mancanti mai giunti a destinazione ecc.
non si contano più.

Anche denunciare alle autorità questi fatti porta a zero risultati, inutile farsi illusioni, il cavillo esiste sempre, i costi e i tempi fanno demordere chiunque.

Ecco, forse prima di guardare belle fotografie, bisognerebbe guardare da chi si compera il telescopio, possibilmente senza farsi influenzare dalle cretinate delle recensioni a pagamento.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

maxproject
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Posted: Mar 9, 2011 10:48 PM          Msg. 20 of 44
Un costruttore di telescopi microscopico o grande che sia (per quanto si può essere grandi in un settore di super nicchia come il nostro, forse chi fa trenini elettrici ha piu' mercato), deve avere un suo concetto del prodotto. Non è detto che questo concetto sia condivisibile da tutti, ma deve comunque mostrare un chiaro anzi chiarissimo percorso progettuale e commerciale.
In questo Celestron prima e Meade dopo sono stati maestri. I loro prodotti belli o brutti che siano sono stati molto ben congeniati dal punto di vista industriale. Il target cliente è stato ben individuato, il progetto degli strumenti corrisponde esattamente a quello che quel target vuole (semplicità assoluta, costo basso, molti accessori anche inutili talvolta), in altre parole un prodotto realizzato su misura per il mercato dei grandi numeri.
Questa è concezione industriale!
Diametralmente opposti siamo noi, ovviamente pulci nei confronti dei due marchi, ma con ambizioni di target cliente che sono esattamente all'opposto di quelle sopra indicate e quindi destinate ad avere numeri bassi, ma profittabilità diverse.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)
 
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