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»Forums Index »Tecnologia e tecnica astronomica »TECNICA E TECNOLOGIA ASTRONOMICA »Elementi oggettivi sulla intubazione esterna di un telescopio.
Author Topic: Elementi oggettivi sulla intubazione esterna di un telescopio. (56 messages, Page 1 of 3)

maxproject
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Posted: Jul 23, 2010 09:44 PM          Msg. 1 of 56
Frequentemente, nel sito e nel forum, parliamo dei tubi per telescopi calandrati (quindi realizzati con una calandra meccanica e poi saldati) e dei tubi ottenuti per estrusione e finitura alla macchina utensile.

Forse è utile appronfondire questo argomento, prima dal punto di vista tecnico meccanico per chi non ha dimestichezza con queste lavorazioni.

Il tubo calandrato si ottiene da un foglio metallico (nel caso dei telescopi in alluminio), dello spessore voluto e poi lo si calandra, ovvero passa attraverso dei rulli che lo arricciano fino a fargli assumere il diametro voluto e consentito dal foglio. A quel punto si avvicinano i lembi e si effettua la saldatura. Queste operazione è molto delicata puo' essere esegita in piu' modi e metodi ma.......raggiungere la giusta precisione non è semplice, soprattutto perchè stiamo parlando di spessori molto limitati. Capirete da soli che chiudere un calandrato spesso 10 mm in due ganasce a misura e poi saldare ha un elevato grado di precisione, chiudere 2 o 3 mm o fors'anche meno è più problematico.
Se il saldatore o il processo produttivo non è ben normato si arrivano a delle ovalizzazioni certe ai bordi del tubo e anche ad una certa perdita di ortogonalità. Se noi facessimo questo costruiremmo due testane coniche grandi quando il diametro interno del tubo e bloccheremmo così le estremità del calandrato, poi passeremmo al controllo del diametro e dei parallelismi dei due lembi e poi con saldatura TIG finiremmo il lavoro. Dopo la saldatura si passa ad una abrasione veloce per livellare la saldatura col resto del tubo. E' un processo costoso e molto lento e non ci risulta applicato da nessun costruttore di tubi calandrati. Anche perche' ogni diametro e lunghezza richiede l'attrezzeria apposita.

Il secondo metodo, quello applicato da NortheK, richiede l'utilizzo di tubi estrusi e poi lavorati alla macchina utensile. Questo metodo è più costoso della calandratura, ma consente anche di sfruttare al meglio le carattetistiche del tubo in alu. Per inciso un estruso arriva da noi con un difetto di ortogonalità di circa 0,5 mm sul raggio, valore ampiamente inferiore a qualsiasi calandrato leggero. Naturalmente ci sono degli astrofili che pensano di mettere il tubo nel tornio e passarlo in modo da renderlo uniforme e ben lavorato. Non è cosi' e non spieghiamo come lo facciamo, certamente è complicato perchè occorre evitare che un tubo (esempio: tubo del dk 230 spesso 10 mm per parte viene poi ridotto a 4 mm per parte, ma pur essendo solo lungo circa 700 mm quando è sulla macchina utensile , avendo questa leggera ovalizzazione, entra in risonanza e se non si è più che esperti........)tenda a flettersi sotto la propria forza e a deformarsi, talvolta anche a spaccarsi. Realizzando una apposita attrezzeria di supporto è poi possibile lavorare con accurata precisione il pezzo, fare tutti i fori sul raggio anche inclinati (e non diritti come tanti faciloni), nelle testane fare i fori sullo spessore per l'inserimento preciso delle piastre o degli spider....... Il grado di precisione è molto elevato e al limite in questo genere di lavorazioni. Certamente si può ottenere di più ma a costi molto molto più elevati e che poi non servono al dilettante.

Più avanti vedremo perchè scegliere un metodo piuttosto di un'altro.

Maxproject

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skymap
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Posted: Jul 24, 2010 12:09 AM          Msg. 2 of 56
Interessante, non sapevo che ci fossero tubi estrusi in diametri elevati come quelli dei telescopi, pensavo fossero prodotti solo in diametri di pochi cm.

Non ho mai visto tubi a sezione quadrata all'infuori di qualche dobson, non sarebbe più facile la lavorazione e il controllo delle misure ? una struttura con 4 tralicci sui quali vengono avvitati/incollati i pannelli di chiusura.

Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino sia triste.
Mark Twain

maxproject
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Posted: Jul 24, 2010 02:23 PM          Msg. 3 of 56
Ciao Sky,
quando hai la possibilità come azienda di accedere ai fornitori sul mercato europeo, trovi praticamente di tutto. Il problema sono i minimi quantitativi che ti impongono.
Se si ha la forza finanziaria di comperare e mettere a magazzino gli "avanzi" anche qua non ci sono problemi (e noi su questo siamo molto tranquilli), se non la si ha....praticamente non comperi.

I tubi a sezione quadrata ci sono e costano anche poco, ma.......il loro grado di precisione è molto basso, sufficiente diranno molti, insufficiente diciamo noi.

Vedremmo molto meglio sezioni di barre fresate con ottima precisione (vengono vendute da grossisti specializzati a costi molto bassi) che hanno forme svariate e diverse, ma la cosa importante è che sono precise e poco costose (loro infatti lanciano produzioni su macchine con caricatore automatico e fanno centinaia o migliaia di metri per modello). A quel punto lavori con criteri di meccanica ordinaria e non da rigattiere.

Ciao
Maxproject

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maxproject
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Posted: Jul 24, 2010 02:26 PM          Msg. 4 of 56
Invece per quanto riguarda i diametri ci sono comunque dei limiti, oltrepassare i 300 mm comincia ad essere complicato ma non impossibile.......ma a quel punto parliamo di strumenti che permettono soluzioni diverse che non richiedono manco la calandratura.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jul 24, 2010 10:56 PM          Msg. 5 of 56
Praticamente, spiegando in modo molto grossolano come si possono ottenere i tubi dei telescopi piccoli, vediamo ora di capirne le valenze e le prerogative, di un metodo e dell'altro.
Il truss richiede una disamina molto più complessa.

Il tubo calandrato abbiamo detto che andrebbe costruito in un certo modo. Pero' ricordiamoci che parliamo di telescopi amatoriali, e non di strumenti ad elevata precisione o ad elevata qualità costruttiva (che son ben altra cosa). Allora perchè si usano sistemi calandrati? Il primo fatto indiscutibile è il costo, molto basso, il secondo è quello relativo alla possibilità di calandrare il diametro che si vuole, senza essere vincolati ad estrusi standard, il terzo è che si usa pochissimo metallo, praticamente a scarto zero, e ricordiamo che un anticorodal estruso di qualità parte da 7 euro in su al chilo di costo, il costo va considerato sul peso lordo del tubo e non sul netto (a titolo di esempio il tubo del DK 230 pesa 28 kg. al mtlineare, fosse in calandrato peserebbe 3 kg.), se si fanno molti telescopi questa è una voce comunque importante nei costi del materiale.
Al di la dei vantaggi economici e LOGISTICI (magazzino di lamiere tagliate a misura col banco laser a costi irrisori), non vediamo vantaggi veramente tecnologici nell'utilizzo dei calandrati.
Ma piuttosto vediamo pesanti problemi di mantenimento delle ortogonalità del tubo ottico perchè se la linea non è automatizzata e ben verificata, l'avvicinamento dei lembi e le tolleranze della saldatura portano a delle sfasature.
Per esempio l'Intes retrofittato era costruito con un calandrato (non si vedeva ma aprendolo lo si è scoperto) unito da una bandella e da dei rivetti (a rigore metodo preciso), ma il tubo non era assolutamente ortogonale, e di questo problema soffrono moltissimi strumenti budget.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jul 24, 2010 11:03 PM          Msg. 6 of 56
Al tubo calandrato vanno poi aggiunti sistemi di rinforzo dove attaccare spiders, celle e controcelle (se si vuole un lavoro ben fatto e che mantienre il raggio costante del tubo), sempre l'Intes aveva due anelli di alu da 20 mm circa ma piantati dentro senza tanta attenzione, per cui pur essendo fatti al tornio si portavano dietro la non ortogonalità del tubo.
Se questi sistemi non vengono aggiunti, ecco che il peso delle messe a fuoco, delle celle, dei telescopi guida, ecc. portano ciascuno una deformazione della figura geometrica e ciascuno contribuirà in proprio ad un fuori asse costante.
Chi pensa di risolvere questo con il tilt degli spider non ha capito molto di meccanica (e di telescopi).

Maxproject


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Edited by maxproject on Jul 24, 2010 at 11:08 PM

maxproject
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Posted: Jul 24, 2010 11:16 PM          Msg. 7 of 56
Il tubo ricavato da un estruso ha delle prerogative (e dei costi ben diversi). Prima di tutto partiamo da uno spessore che ci viene imposto dai fornitori e quindi occorre portarsi a spessore di progetto con un lavoro al tornio.
Ma l'estruso, venduto in cannoni da 6 mt., ha anche lui la sua ovalizzazione (0,5 mm sul raggio di media) data dal medesimo peso, dai trasporti e dalle deformazioni anche termiche.
Allora occorre tagliarlo della lunghezza voluta. E poi metterlo in macchina.
Pensiamo a un grosso aggeggio leggermente deformato (0,5 mm appunto) di peso consistente e messo in rotazione ad un certa velocità. Capirete da soli che creerà una risonanza abbastanza fastidiosa e se l'operatore non è ben preparato spacca il tubo e anche l'utensile (magari da 400 euro).
Dunque la giusta esperienza di chi deve fare questo, permette di costruire adeguate attrezzerie che tengono il pezzo ben bloccato e soprattutto, permette all'utensile di lavorare in modo adeguato con lo standard di precisione che ci siamo prefissi.
Il lavoro è lento e delicato, quindi costoso, ma il risultato è impeccabile.
Finita l'operazione di "snellimento" da cui ricaviamo direttamente gli anelli di rinforzo in corrispondenza degli spiders, delle celle o di eventuali altri accessori, il nostro tubo va scaricato messo in macchina con divisore e testata inclinata e vanno fatti tutti i fori (inclinati secondo il raggio del tubo, se no le viti entrano e rimangono storte e questi sono lavori da cinesi) sia lungo il tubo che sulle testate spianate e portate a precisione molto buone (inferiori a un decimo di mm), in automatico si fanno i filetti e con questo sistema tutti gli angoli dei fori rispetto al centro teorico sono rispettati con rigore.
Se volete un tubo preciso si fa così, non ci sono altri sistemi.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Jul 24, 2010 11:25 PM          Msg. 8 of 56
Questa spiegazione molto semplificata vi permette di capire, indipendentemente dal prezzo, quando un telescopio è fatto con certi criteri o con altri e capire anche cosa potrete aspettarvi da quello strumento, indipendentemente dalla stupidaggini che vi racconta il venditore o il marketing guidato. E capite anche subito se il prezzo richiesto ha un senso o non ce l'ha.
Il tubo ricavato da un estruso non sta a significare che lo strumento non deve essere collimato perchè preciso, ricordiamo che la precisione meccanica è una cosa quella ottica è un'altra. Tuttavia, a parte le migliori performances meccaniche del manufatto che resiste meglio alle ovalizzazioni e alle torsioni. Ma questa precisione porta anche in automatico i centri meccanici dello strumento molto vicini agevolando anche il mantenimento dei medesimi, a quel punto il settaggio è estremamente semplice.
Maxproject


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Edited by maxproject on Jul 24, 2010 at 11:26 PM

maxproject
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Posted: Jul 26, 2010 10:16 PM          Msg. 9 of 56
Dunque utile è fare il distinguo tra precisione meccanica e precisione ottica.

Con masse tipicamente amatoriali, avremo degli elementi che non dipendono da noi, come ad esempio l'esatto spessore delle lenti o degli specchi, la loro planarità, l'ortogonalità del bordo (non è detto che sia perfettamente a 90°), e tanti altri fattori che variano da pezzo a pezzo , essendo l'ottica difficilmente assimilabile ad una produzione meccanica di precisione in serie.

A questo punto andremo a sommare tutti gli elementi di disturbo che interferiscono con la precisione della meccanica, si tratta - per un lavoro ben fatto - di alcuni decimi di mm come totale, ma ci sono (pensate - ad esempio - ai feltrini che sostengono lo specchio, o ad altri sistemi analoghi che si deformano sempre dalla stessa parte).

Se non interveniamo sulla meccanica abbassando il più possibile questi valori e - soprattutto - eliminando tutti gli altri collaterali avremo un totale finale che falcidierà la precisione degli assi e dei piani che siamo andati cercando, purtroppo il vetro non si lavora come il metallo e bisogna tenerne ben conto nel progetto globale dello strumento. Ecco perchè la collimazione con i telescopi NortheK è rigorosa e precisa.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 1, 2010 10:11 PM          Msg. 10 of 56
Vediamo la foto di un telescopio commerciale con tubo in lamiera calandrata. Lo strumento è bello grosso e quindi anche il tubo è un tubone. Gli anelli di ritenzione sono ricavati da profilati commerciali, ma siccome diventa difficile diventare precisi con questi metodi, le due flange che uniscono i semi cerchi degli anelli (per intenderci dove si mettono i vitoni per allentare gli anelli), sono staccate di parecchio tra di loro.
Cosa dobbiamo pensare come conseguenza di questo fatto?
In primo luogo il tubo calandranto tenderà a stortarsi quando chiuderemo le viti; in secondo luogo la pressione degli anelli varia in funzione di quanto chiudiamo le viti, con evidenti assimetrie del blocco meccanico.
I lembi degli anelli devono lavorare uniti e le viti con pomelli svitabili vanno sostituite con viti a brugola. Ovviamente gli anelli non si ricavano dalla piegatura di barre, ma dalla fresatura di piastre, in modo che la precisione di tutto il blocco sia mantenuta entro il decimo di mm, a quel punto non avremo forze strane sul tubo di lamierino e cosa molto importante, la leva che si scarica dove ci sono le vitone non sposterà l'asse del telescopio, che cosi' non si scollimerà durante l'uso.
Meccanica elementare ma che costa 1/3 in più di tutto il tubone.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 2, 2010 09:37 PM          Msg. 11 of 56
Ad uso e consumo di chi ci legge, è utile parlare un attimo delle intubazioni monolitiche in carbonio.
Prima si è parlato del tubo estruso (con i problemi che si porta dietro, ad esempio - qui aggiungiamo - in anodizzazione, che noi preferiamo alla verniciatura, anche se talvolta ci sono degli inestetismi dovuti all'estrusore), poi di quello calandrato , pero' la terza via (lasciando da parte il truss) è il monolitico di carbonio.

Premesso che se si vuole un buon monolitico che non torce deve avere un buon spessore, è fondamentale il progetto del tubo stesso (tessuti, resina e trattamenti), o avremo qualche problemino. Il costo è molto alto e noi pensiamo sia veramente utile solo in strumenti corti per uso fotografico, altrimenti restiamo partigiani del tipo truss, più solido geometricamente e con un costo simile.

E' necessario padroneggiare bene il progetto di un tubo monolitico in carbonio: terminali, aneli di rinforzo, e tutto quanto occorre per poterne sfruttare le caratteristiche. Chi non affronta questo metodo o ragionamento si troverà il tubo che "casualmente" torce in alcune situazioni. Non è un lavoro adeguato ad un amatore, a meno di non avere un budget corposo e allora abbondare parcchio negli spessori.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 2, 2010 10:04 PM          Msg. 12 of 56
Aggiungiamo che un sistema monolitico in carbonio leggero (1,5 mm o 1 mm di spessore per parte), lo vediamo molto bene per un telescopio dobson anche smontabile (in due sezioni) fino a 300 mm di diametro , qui veramente si riesce a stare leggere e meccanicamente ben in asse, di più che non con un tralicciato. Peccato il costo , ma se uno vuole la fuoriserie dei dobson e non avere rotture di scatole nel montaggio......

Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 3, 2010 09:20 PM          Msg. 13 of 56
Bisogna prestare attenzione alla tentazione, facile, di pensare che se al tubo di lamierino metto un tubo in carbonio ho risolto molti problemi.

Questo non è fattibile tecnicamente, o meglio si puo' fare sprecando molti soldi e ottenendo risultati di scarsa rilevanza.

In primo luogo l'interfaccia metallo carbonio va analizzata e progettata ad hoc. Mica penserete di fare 4 fori a 45° col goniometro da cancelleria e poi ficcare 4 viti? Abbiamo scritto molto su questo tema, e abbiamo sempre detto che le raccorderie vanno incollate con le apposite epox. Su come incollare: chiedere bene e spiegare bene, non è come incollare due tubi del giardino. Su questi dettagli vi giocate il funzionamento del telescopio.

Un tubo che rimanga un tubo decente costa molto se è in carbonio, ed è un po' sciocco sprecare queste prestazioni applicando il resto così come viene, magari al risparmio. Meglio rinunciare nel caso.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 3, 2010 09:48 PM          Msg. 14 of 56
Sul tubo calandrato ci sono costruttori che usano 1 o 2 mm anche in grossi riflettori.
Invitiamo a prestare attenzione a questo dettaglio. Noi - forse - lo consiglieremmo per una versione ultraleggera in carbonio (che equivale a 3-4 mm di alu).
Il DK 230 è 4 mm per parte ottenuto da 10 mm di alu tornito.......con anelli di rinforzo da 8 mm ai bordi, ed è un 230 lungo 700 mm. Ci sarà una ragione o no?
E' sempre il solito dilemma: è molto facile farsi ammaliare da cose che ci rendono teoricamente la vita più facile, a quel punto inizia un calvario infinito e molte brutte parole per i soldi spesi malamente.
Maxproject

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massimoboe
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Posted: Aug 4, 2010 10:46 PM          Msg. 15 of 56
Rileggendo qua e la le varie soluzioni, i resoconti dei tubi acquistati, più o meno magici, più o meno leggeri, ottiche più o meno super lambda......potrei parafrasare con un detto che dovrebbe essere una pietra miliare, e che i molti post stanno a dimostrare:

VOLERE E NON POTERE = PRENDERLO IN QUEL POSTO E VIVERE FELICI

non sarà molto elegante, ma nasconde una profonda verità......

massimo

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maxproject
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Posted: Aug 4, 2010 11:27 PM          Msg. 16 of 56
E il truss tube?

NortheK ha realizzato un truss (UnitorK 25 - 35 - 45) che è modulare per qualunque schema ottico, sia a fuoco posteriore che laterale. Perchè? La risposta è molto semplice: realizzare un buon truss è molto costoso per via dei tanti pezzi che sono necessari, e quindi se si fa un progetto modulare, è chiaro che i costi di prototipizzazione, studio e messa a punto andranno spalmati su di un maggior numero di telescopi. Inoltre la minuteria viene prodotta in grandi tirature abbassando molto i costi di realizzazione.

Ma questo discorso vale se parliamo di truss realizzati con un complicato progetto meccanico e che devono lavorare in modo impeccabile. Non possiamo e non vogliamo paragonare questi prodotti ai vari autocostruiti. Non sarebbe serio per noi e non sarebbe serio per i clienti. Infatti far mantenere le ortogonalità ad un truss leggero è molto più complesso che non in un monolitico, ancora ogni singolo elemento va posizionato con molta precisione per avere poi alla fine il rispetto dimensionale progettato. Certamente dobbiamo un pochino sorridere quando vediamo truss fatti con anelli ottenuti alla piegatrice e con tubi standard di alluminio tagliati alla sega a nastro, ma questo è un ambito prettamente da bricolage che rispettiamo e apprezziamo, mentre NON lo apprezziamo quando viene paragonato ad un lavoro più serio con pure la presunzione di aver scoperto l'acqua calda.

NortheK ha spinto al massimo la tecnica dei truss con il carbonio, usato da molti assemblatori in tutto il mondo, ma ha voluto migliorare ulteriormente il progetto rendendo il progetto un sistema modulare, variabile e di assoluta precisione: tutti gli elementi sono lavorati a macchina utensile e non ci sono (come per quasi tutti gli altri) elementi tagliati ad acqua o al laser. Le planarità sono rispettate e al costo di una estetica poco accattivamente abbiamo ottenuto poco peso e performances molto elevate.

Dunque ci pare giusto proseguire il ragionamento su questo tipo di intubazioni,in modo che l'utenza si possa rendere conto delle difficoltà che emergono nella sua realizzazione.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 7, 2010 01:42 PM          Msg. 17 of 56
Dunque gli elementi che contraddistinguono un truss tube (lasciando stare gli autocostruiti) sono la sua indeformabilità (facile per le geometrie, difficile per l'assemblaggio), il fatto di smaltire velocemente le termiche, il minor peso con prestazioni meccaniche superiori.

Se osserviamo molti truss sono praticamente dei pentoloni a cui ci si sporge con il sistema triangolare per sostenere il secondario. Questo metodo è - in linea teorica - l'unico possibile con masse grandi (400-500 mm e oltre), mentre - ad esempio - se osservate il nostro 250 - noterete che il concetto del sistema truss è stato spinto più avanti, dove - in virtu' del piccolo diametro - non si sono volute applicare giunzioni che sono sempre un problema per mantenere in modo opportuno gli assi.

Nella serie 350 e poi in quella 450 che sarà una ulteriore evoluzione, abbiamo approcciato il progetto in modo totalmente diverso - costretti a questo dai pesi e dalle masse, nonchè dagli ingombri - ma cercando di migliorare e di molto quanto già presente sul mercato.

Un truss è costoso perchè è composto da molti pezzi. Se i pezzi sono eseguiti a regola d'arte hanno una incidenza molto elevata, se poi si usa il carbonio questo delta si alza ulteriormente (ma noi sconsigliamo un truss in alluminio in quanto, entro certi diametri, è un non senso tecnico). Dovete considerare che anche il montaggio richiede molto tempo e molti controlli e questo incide negativamente sul prezzo finale.

Ma se si realizzano economie di scala, come i progetti modulari, ecco che ci si può permettere di offrire un prodotto tecnicamente superiore ad un costo allineato o inferiore a molti altri competitors.

Maxproject

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Posted: Aug 16, 2010 09:51 PM          Msg. 18 of 56
Pero' chiaccherando con i molti amici che quotidianamente ci scrivono o ci contattano in qualche modo, è sempre emersa una situazione importante, relativa ai costi reali di produzione di un pezzo meccanico.
Mentre non ci sono mai discussioni o spiegazioni da dare a chi è abituato a produrre, o a trattare o a lavorare prodotti di qualità e tecnici, è molto difficile far comprendere ad un amatore quanto sia difficile produrre qualità, e quanto sia sbagliato pensare di comperarla a certi prezzi.
Parliamoci chiaro: la qualità si realizza con la perizia, con la tecnica e senza tanti compromessi. Un prodotto consumer è realizzato con perizia (che guarda solo ed esclusivamente alla riduzione dei costi), senza tecnica e con un numero enorme di compromessi.
Duole pero' costatare come molti appassionati prendono come riferimento di "prodotto qualitativo" un (facciamo un esempio) newton magari da 1000 euro.
Ci spieghino poi questi appassionati come e perchè questo tubo da 1000 euro dovrebbe essere qualitativo, quando una messa a fuoco (non al top ma buona) da 2" costa oltre 300 euro..... e sei nei 1000 ci dobbiamo ricavare altra meccanica, l'ottica, e il margine per il costruttore, l'importatore o commerciante, quanto potrà valere quel telescopio? Poco veramente poco, siamo a livello di giocattoli e nulla di più.
Non siamo noi che costiamo cari, sono gli altri che non danno un prodotto adeguato al prezzo richiesto.....la differenza è sottile ma fondamentale.
Se poi ci inoltriamo nel mondo delle montature è peggio ancora. A parte i consumer che di meccanico hanno ben poco in senso strettamente tecnico, ci sono poi prodotti di fascia intermedia che costano un pochino meno delle nazionali, ma a quali compromessi? I proprietari ovviamente negano (e non potrebbero fare altrimenti), ma un occhio esperto sa bene vedere dove si sono cercati i risparmi e le economie, poi è strano ma questi prodotti intermedi non vanno nelle riprese a lunga focale......
E' la stessa differenza tra un cuscinetto per assi da 100 mm che costa 300 euro e un cuscinetto per assi da 30 mm di precisione che costa 100 euro. Quale sarà il prodotto intrinsecamente più preciso e funzionale NEL TEMPO?
Si perchè non bisogna dimenticare che un buon prodotto è destinata a durare e il va e vieni di telescopi e montature che è la fortuna dei produttori di bassa qualità non ha un senso veramente logico.......se non appunto per chi vende.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Aug 24, 2010 11:12 PM          Msg. 19 of 56
Abbiamo aggiunto un nuovo stampo ai tubi in carbonio.
Diametro interno 412 mm, esterno max 440 mm. anche honeycomb

Per chi serve........
Maxproject

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maxproject
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Posted: Sep 4, 2010 09:48 PM          Msg. 20 of 56
Un astrofilo che conosciamo personalmente, ha costruito un telescopio di ragguardevole diametro. Attualmente, presumiamo dopo alcune prove, si trova nella situazione che necessita di un cambio del tubo monolitico. Prendiamo questo esempio, solo per dare una indicazione utile per tutti gli autocostruttori e non per altre motivazioni sia ben chiaro.
L'astrofilo in questione chiede un monolitico in alu da 3-4 mm di spessore e circa 450 mm di diametro interno, la lunghezza è di circa due metri.
Esistono ancora estrusori di questi diametri, i nostri fornitori arrivano a circa 550 mm di diametro interno.
Il problema qua pero' non è trovare il tubo (occhio: si comperano 6 mt e si pagano tutti, con gli onerosissimi costi di trasporto visto che il fornitore non è italiano), quanto trovarlo così grande e sottile (3 mm). Si trovano fino a 6 mm di spessore a salire. Occorre dunque in ogni caso metterlo al tornio per ridurlo e ricavare i parallelismi. Ammesso di riuscirci (e non è proprio una stupidata) il costo è molto alto perche' il lavoro è lungo e con non pochi rischi per chi lo esegue.
Se vogliamo monetizzare potremmo dire che un siffatto tubo può costare circa 2000 euro.

Maxproject

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