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Author Topic: I micrometri. (31 messages, Page 1 of 2)

maxproject
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Posted: Jun 30, 2010 09:29 PM          Msg. 1 of 31
Questa importante innovazione per telescopi, comincia ad essere capita ed apprezzata. Noi ce ne siamo resi subito conto dal primo telescopio montato, i clienti stanno iniziando ora a capire le peculiarità di questo sistema.

Per prima cosa parliamo di un sistema a GIOCO ZERO , niente molle stranite dentro il telescopio e niente giochi allegri dei movimenti. Regolate il primario e il back del secondario con precsione di 0,02 mm. senza dipendere da dilatazioni termiche, da viti più o meno ossidate e/o ben costruite.

Tanto per darvi un esempio (e chi usa telescopi fotografici capisce molto bene quanto stiamo dicendo), se regolate il primario con una vite, diciamo una M4 avremo circa 0,7 mm di corsa ogni giro, noi spesso parliamo di regolare il secondario con 1/20 o 1/30 di giro, ma qui abbiamo messo delle viti con microfiletto in modo da ridurre del 50% questi valori.

Il micrometro NortheK standard ha una corsa totale di 10 mm (eccessiva per il primario) e un GIRO COMPLETO del micrometro corrisponde a 1 mm., il che sta a significare che con spostamenti di 1 mm avremo............, la precisione è di 2 centesimi di mm, pensate di non poter collimare cosi?

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jun 30, 2010 09:31 PM          Msg. 2 of 31
Provate ad ottenere la stessa precisione con le viti tira spingi e magari davanti un bel mollone, pensate cosi' di collimare finemente un RC o un DK con 5 mt di focale? Ovvio: non bastano i micrometri, ci vuole tutto il resto, ma questo sistema è veramente una innovazione di alto livello tecnico che stiamo esplorando in ulteriori evoluzioni.
Maxproject

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Vittorio
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NortheK Accademia


Posted: Jul 1, 2010 04:07 PM          Msg. 3 of 31
Sono perfettamente d'accordo con te. Il micrometro, a parte l'assoluta mancanza di giochi meccanici, rende la collimazione molto più semplice perchè è molto meno sensibile ai movimenti che gli imprimiamo. Un giro completo della manopola imprime uno spostamento minimo e, quindi, puoi muovere gli assi ottici con movimenti quasi impercettibili . Tutti elogiano ed apprezzano la demoltiplica applicata ai fuocheggiatori (sembra che nessuno ne voglia più fare a meno ) ma quando si tratta delle viti di collimazione nessuno pensa che con gli attuali sistemi si procede in modo grossolano! A volte le vere innovazioni non vengono apprezzate e capite!

maxproject
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Posted: Jul 1, 2010 11:40 PM          Msg. 4 of 31
Sai quando lo capiranno Vittorio? Quando un mass market ci copierà, o magari un marchio famoso, e poi la copiatura sarà ovviamente maldestra ma se la fa il sig. xxx sarà il massimo della tecnologia........

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jul 2, 2010 12:19 AM          Msg. 5 of 31
Naturalmente il compito dei micrometri (la perfetta collimazione), è anche aiutato dal treno meccanico che li segue. Innanzitutto ogni singolo pezzo è realizzato con alti standard meccanici, con alberti rettificati e cromati, con cuscinetti assiali di apposita struttura e con snodi di movimento appositamente scelti.
Nella serie 350 i micrometri sono più grandi e robusti , con assi in acciaio da 17 mm (ci possiamo permettere che la piastra dello specchio dondoli in funzione di dove giriamo il telescopio?), mentre gli snodi sono molto più complessi e montati con un sistema di azzeramento dei giochi (centesimali) sui medesimi.
Questo spiega a grandi linee l'idea costruttiva, ovviamente non diciamo il vero concetto meccanico e i valori delle tolleranze o delle dilatazioni, gia' che sarebbe preparare la pappa pronta ai concorrenti, che li invitiamo volentieri a sperimentare : saranno solo copiature sgangherate sbandierate ai 4 venti come innovazione assoluta.
Per i 450-600 mm pensiamo a qualcosa di più evoluto.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Jul 5, 2010 09:44 PM          Msg. 6 of 31
Un buon sistema micrometrico - riduttore deve comunque essere applicato a tutto un sistema meccanico che gli consenta di funzionare in modo ottimale. Non potremmo ottenere precisioni come dichiarate dal costruttore del micrometro se non lavorassimo già nel progetto, prevedendo le possibili deformazioni della struttura e soprattutto se non facessimo in modo che ogni singolo pezzo si accoppi in modo ottimale. All'inizio del progetto "micrometro" abbiamo riscontrato non pochi problemini che abbiamo risolto a mano a mano che si presentavano, certamente non si tratta di un lavoro adeguato alla autocostruzione o a chi non ha una buona padronanza della meccanica di precisione, tuttavia ribadiamo ancora che l'uso di questo sistema è assolutamente versatile e importante, spenderemmo qualche parola sul fatto che i clienti non devono temere movimenti inopportuni delle manopole, i serraggi e le forze di blocco sono studiati in misura adeguata, ne devono temere in deterioramenti del sistema che è previsto per lavorare in ambienti industriali fortemente inquinati e sporchi, sottolineiamo che tutto è facilmente riparabile (in NortheK) a costi modesti ed in tempi velocissimi qualora accadessero fatti imprevisti.
I micrometri non si spostano se vengono sfiorati o toccati, anzi presentano una certa resistenza, non si ossidano, non si rompono, funzionano nei regimi con temperature da -30 a + 60°, sono ermetici ed in ogni caso sostituibili o riparabili.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Dec 3, 2011 09:45 PM          Msg. 7 of 31
La differenza tra l'avere o non avere i micrometri, partendo dalla STESSA qualità costruttiva, la si intuisce nei modelli "entry level" di NortheK dove - per ragioni di costo - non li abbiamo messi.
Beninteso i telescopi funzionano bene ugualmente, perchè ci siamo preoccupati di ovviare alla grossolanità dei mass market con una buona progettazione, l'uso di passi adeguati, di lamierati spianati ecc.
Ma resta che chi prova uno e poi l'altro, capisce l'evoluzione che NortheK ha proposto al mercato (che non ha ancora capito.......), poi nei modelli più grandi ci saranno novità importanti, ma li siamo legati ad esigenze di massa e peso che nelle serie piccoline (230-250-350 mm) ci lega un pochino le mani.

Vale sempre la regola che l'applicazione tecnologica deve essere corrispondente alle massime prestazioni del telescopio.

Maxproject

Di tutto questo, o caro lettore, lascio a te l'ulteriore considerazione. Io scendo dall'Ippogrifo; tu, se ti aggrada, puoi continuare la volata.
(G. Schiaparelli)

Andrea Maniero
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NortheK Accademia


Posted: Dec 9, 2011 09:26 PM          Msg. 8 of 31
Mai come ora sto' verificando l'utilita' dei micrometri , che dove non ci sono fanno sentire la loro mancanza , al contrario delle dicerie da piazza che li vogliono far apparire come innovazione superflua ho constatato come questi concorrono ad una precisissima collimazione e messa in asse delle ottiche riuscendo a spremere all'inverosimile ogni immagine planetaria in fatto di dettagli la' dove prima con altre ottiche ci si doveva accontentare di quel che passava il convento , se tanto mi da' tanto ................


Ciao

enrico
Posts: 179
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Posted: Dec 9, 2011 11:07 PM          Msg. 9 of 31
Lo confermo Andrea..........del resto chi ne dice male sono quelli che non li hanno mai usati, questo da il metro di quanto sono preparati.

Ciao
Enrico

maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 06:13 PM          Msg. 10 of 31
Diamo ora un esempio pratico della comodità dei micrometri. I lettori ci scuseranno se saremo discontinui e lenti, ma stiamo recuperando un vecchio lavoro d'archivio con dati sparsi ovunque, per questo lo faremo un po' alla volta.

Lo strumento è un RC NortheK 250 f 8,5 al primo fuoco, la ripresa è con una Canon 350 D, senza l'interposizione di correttori o riduttori.

Le pose sono brevi su oggetti significativi fatte per ottimizzare lo strumento, unico neo che abbiamo usato degli ammassi stellari che falsano la lettura del FWHM, ma questo non era utile ai nostri scopi.

Come noterete il telescopio aveva le distanze tra primario e secondario non a norma, in effetti il tubo viene montato come da certificato ottico, ma il costruttore Oldham ci avverte che è poi l'osservatore che deve ottimizzare queste distanze in funzione dell'uso che intende fare dello strumento.

Nel nostro caso ci interessava il campo piano e la collimazione, demandando poi ad altri test la derivazione del FWHM migliore e della puntiformità ai bordi del campo.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 06:24 PM          Msg. 11 of 31
Ed ecco una prima analisi del campo :



La collimazione è praticamente perfetta. Soggetto M13

Ora analizziamo il piano:



Osserviamo dunque gravi deformazioni SIMMETRICHE del piano focale. Il fatto che il telescopio fosse perfettamente collimato ci indica subito che il problema è da ricercare nella distanza primario/secondario. Non ci possono essere altre cause (a parte il sensore storto ma difficilmente sarebbe simmetrico) visto che il cono era libero da ogni interferenza.

Maxproject
(continua)

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maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 06:33 PM          Msg. 12 of 31
Abbiamo così iniziato a lavorare spostando la distanza tra i due specchi, agendo ESCLUSIVAMENTE sul secondario. Essendo collimati il primario non ha motivo di essere toccato.

L'avvicinamento è stato in questo primo tantativo di 0,04 mm (4 centesimi), notiamo la collimazione ancora in ordine:



e il piano ancora fortemente deteriorato:



Notate BENE come 0,04 mm hanno già ridotto la curvatura.

Maxproject
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Edited by maxproject on Jun 19, 2013 at 06:35 PM

maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 06:49 PM          Msg. 13 of 31
Saltiamo alcuni passi intermedi per non tediare i lettori, e arriviamo ad un avvicinamento del secondario di 0,20 mm (2 decimi), osserviamo la collimazione:



e ora osserviamo il piano focale:



Si iniziano ad osservare delle lievi asimmetrie. Pensate cosa verrebbe fuori con una vite commerciale chiusa da una manopola o da un dado......

Maxproject
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maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 07:07 PM          Msg. 14 of 31
Continuiamo nei nostri test. Questa volta abbiamo totalizzato uno spostamento in Z (avanti e indietro per intenderci) di 0,30 mm totali. Noterete subito la piccolezza degli spostamenti e la grande efficacia sul piano focale. Avendo il micrometro una precisione di 0,02 MM (due centesimi), è molto facile procedere di 2-6 centesimi alla volta ottimizzando al massimo il risultato.

Ora la collimazione dopo 0,30 (tre decimi) di mm :



e ancora la curvatura del piano focale:



Maxproject
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salvatorelovecchio
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Posted: Jun 19, 2013 08:23 PM          Msg. 15 of 31
Molto ben fatta questa dimostrazione passo passo, solo in questo modo ci si può rendere conto di molte cose.
Ma giusto per curiosità, quanto è lunga la parte filettata di ogni singolo micrometro.
Utilizzate micrometri esistenti o li fabbricate voi (sarebbe da pazzi, ma conoscendovi...)

Saluti

maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 09:22 PM          Msg. 16 of 31
Ciao Salvatore,
domani se riusciamo finiamo con il proseguimento della dimostrazione.

I micrometri, a seconda del modello hanno corse da 10 a 15 mm, il filetto interno è ovviamente registrabile per poter annullarne ogni gioco.

Sono prodotti in Germania da una azienda specializzata, se li facessimo noi costerebbero 10 volte tanto, loro ne fanno a centinaia di pezzi per volta e abbattono enormemente i costi. Sono ovviamente scelti tra quelli con scafo in acciaio e predisposti per lavorare in ambienti industriali, sporchi e acidi.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jun 19, 2013 11:09 PM          Msg. 17 of 31
Apriamo una piccola parentesi che forse scrivemmo anni fa da qualche parte.

I più semplici affermano che le molle sono più che sufficienti per la collimazione, perchè appunto collimano e risultano collimati.

Giova ricordare, a questi novelli Galileo, che una molla è di per se un elemento instabile. Se noi acquistiamo molle commerciali anche di qualità, avremo dei valori di compressione e decompressione ben dichiarati ma che non sono e non saranno stabili nel tempo. Tutti gli elementi esterni (temperatura, tempo di compressione o decompressione, pesi ecc) concorrono a far lavorare la molla a casaccio , oppure per una molla di qualità (come quelle di AxyS) entro un range ben preciso e per lungo tempo, ma sempre random infatti in AxyS non concorrono al mantenimento dell'asse ottico.

Non è un caso che i migliori costruttori di molle (per uso militare ad esempio), in cui è fondamentale un controllo molto preciso delle forze sulle medesime, le ricavano dal pieno con lavorazioni a macchina e trattamenti termici molto complessi. Queste molle sono acquistabili su progetto anche in pochi pezzi da alcuni soprattutto negli States, ma il loro costo è praticamente uguale a quello dei micrometri.

Non è un caso che se si lavora con superfici lavorate a precisione lambda....xxxxxxxx è necessario tenere conto anche di questo. Chi lo nega è perchè non ha capito come funziona un telescopio, in barba alle simulazioni.

Ovvio che su telescopi di prezzo non si può pretendere il montaggio di componenti del costo di centinaia di euro.......non avrebbe un senso , perchè poi il resto dello strumento andrebbe per conto suo.

La molla si usa in componenti dove è necessario un comportamento ELASTICO, cioè non in componenti per telescopi, che devono essere mobili ma stabili.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jun 20, 2013 10:09 AM          Msg. 18 of 31
Si è dunque proseguito (saltiamo alcuni passi ripetitivi) per portare il campo piano e poi verificare la collimazione.

A 1,2 mm circa di spostamento in Z questa è la situazione:



mentre il piano migliora notevolmente, notare che la deformazione è nello stesso senso della scollimazione, occorre dunque agire sul secondario e leggermente sul primario se si verificano delle asimmetrie dei vari centroidi:



Notare la buona qualità del campo spianato, CCD inspector comunque permette molte analisi, ma lo scopo di questo thread è di dimostrare come la praticità d'uso dei micrometri sia un plus qualitativo che ha un suo costo e una sua ragione.

Maxproject

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maxproject
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Posted: Jun 21, 2013 10:23 AM          Msg. 19 of 31
Per i nostri colleghi, un dettaglio approssimato di come sono montati i micrometri:



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salvatorelovecchio
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Posted: Jun 21, 2013 05:42 PM          Msg. 20 of 31
Poi non dire che ti copiano alcuni particolari !
 
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