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Author Topic: Il risveglio. (7 messages, Page 1 of 1)

maxproject
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Posted: Jan 24, 2010 10:05 PM          Msg. 1 of 7
Ci siamo letti, con qualche sorriso, un bel pistolotto in una rivista divulgativa relativamente alla necessaria precisione della messa a fuoco.
L'estensore, che lavora presso una azienda del settore che distribuisce queste messe a fuoco (Feather Touch), ha cercato di spiegare ai lettori quanto e come sia importante mantenere in asse le messe a fuoco con tutto il resto.
Bene, possiamo compiacerci visto che le centinaia di righe spese nel nostro sito sono anche servite a qualcuno per ammettere quello che, fino a poco tempo fa, evidentemente era scomodo ammettere.
Questa azienda sta seguendo passo passo le nostre impostazioni, vedremo le prossime sortite.
Purtroppo rileviamo, anche, delle affermazioni dell'estensore non molto corrette, molto ingenue e abbastanza discutibili. E' lo stesso estensore che intubava i Simak nei tubi in legno e i telescopi MK in pvc rivettato per portarlo a diametro. E ora ci viene a parlare di precisioni meccaniche? Okei siamo d'accordo che per quel tipo di rivista va tutto bene (leggetevi il report su di un nuovo strumento commerciale nelle pagine precedenti e poi domandatevi con che criterio vengono fatti questi report, compreso quello interferometrico).
Il nostro lavoro forse sta dando dei frutti, spronando tutti a lavorare meglio? Forse.
Maxproject


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Edited by maxproject on Jan 24, 2010 at 10:07 PM

maxproject
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Posted: Feb 1, 2010 04:32 PM          Msg. 2 of 7
Tanto per dire e per far capire il ragionamento, nello Scout 108 abbiamo avuto problemi iniziali di raggiungimento della collimazione, semplicemente perchè un perno aveva un gioco (bloccabile) di 0,1 mm. Leggetevi il pistolotto e poi fatevi due conti da soli, con un f4.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Apr 9, 2010 11:07 PM          Msg. 3 of 7
Seguendo il nostro esempio, è diventato standard affermare nei vari siti che le lavorazioni sono eseguite a CNC, ad alta precisione.

E' giusto soffermarci un attimino su questo tema, infatti chi non è un meccanico puo' cadere in facili fraintendimenti.

Lavorazioni CNC (o controllo numerico): praticamente oggi non esistono officine meccaniche che non eseguano lavorazioni solo a CNC, il controllo numerico è oramai 20 anni che fa parte della fornitura standard di qualunque macchina per officina, bella o brutta, tutte hanno una qualche forma (semplice o complessa) di controllo numerico. Premesso che un bravo meccanico tornitore o fresatore anche con il tornio di mio nonno purchè bello pesante, raggiunge precisioni di 0,01 mm. sul pezzo ANCHE SENZA CONTROLLO NUMERICO, a cosa serve il CNC?

Molto semplicemente: se è di tipo passivo (cioè ci da su uno schermo la lettura del posizionamento dell'utensile rispetto al pezzo da lavorare con alta precisione, poi lo spostamento avviene manualmente con dei volantini o elettronicamente con dei motori programmabili), agevola il centraggio dell'utensile e quindi rende molto veloce e pratico il lavoro da svolgere. Se è di tipo attivo (quindi come sopra, ma con cambio utensile automatico ecc.) permette - in cambio di una programmazione a pc o a bordo macchina - di impostare tutto un processo produttivo: taglio, smusso, rifinitura, foratura, filettatura, svaso, ecc.) e di lanciare tale processo all'infinito. Il grado di precisione di entrambe i sistemi ci viene dato da: tolleranze impostate, tipo di metallo, tipo di utensili utilizzati, usura degli utensili, temperatura ambiente, surriscaldamento degli utensili, ecc. ecc.

Detto questo: nessuna produzione, anche da 200 euro, se prodotta in piccola serie è fatta su macchine senza controllo numerico, sia essa cinese, coreana, vietnamita, tedesca o italiana.

Per inciso anche il taglio laser delle lamiere o ad acqua dei piastroni è a controllo numerico, è infatti un disegno cad/cad che comanda le teste di taglio sulle lamiere.

E allora cosa significa "lavorato a controllo numerico"? Ad oggi non significa un bel niente, quello che contano sono le tolleranze e il metodo di lavoro. Ecco perchè noi dichiariamo le tolleranze standard dei nostri pezzi.

Giusto per non farsi prendere per i fondelli (escludiamo quelli che fanno i telescopi con il tornietto cinese da 3000 euro....che non consideriamo concorrenti), quali sono gli elementi che ci possono far discriminare tra una meccanica eseguita secondo i canoni della precisione e quelli che fanno pensare ad una esecuzione casereccia o economica?

Maxproject

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Posted: Apr 9, 2010 11:21 PM          Msg. 4 of 7
Facciamo un esempio terra terra: prendiamo l'esempio di una piastra di un telescopio forata "ad alta precisione" come specifica sempre il produttore. Guardiamola. E' verniciata ma se ipoteticamente potessimo togliere la vernice sotto scopriremmo che la piastra è fatta da un normale lamierato di alluminio, se non è verniciata è bella liscia senza nessun segno di utensile, osserviamo il bordo o il bordo dei fori, se sufficientemente grandi possiamo sfiorarli e "sentiremo" una sbavellatura da una parte e un dislivello del bordo. Di solito chi usa questi lamierati vernica per nascondere bene il fatto che sono prodotti molto economici. Altri distraggono l'utente con viti colorate.....Questi lamierati sono tagliati al laser o ad acqua, hanno un costo di 5 euro al kg. e il taglio laser costa circa 10-15 euro al pezzo. Il nostro piastrone viene a costare grosso modo 40 euro. Anche i fori vengono centrati e fatti col taglio laser, e poi finiti con il maschio in officina. Voi pensate che un lamierato ottenuto per estrusione e tagliato al laser si possa definire un pezzo di precisione? I soli angoli dei fori sono ben lontani dal concetto di precisione, la svergolatura dei piani è elevata e con questo ciao al mantenimento degli assi.

Noi intendiamo COME PEZZO LAVORATO A CONTROLLO un lamierato o blocco ottenuto da un blocco spianato alla fresa in cui la tolleranza del piano è ALMENO 0,1 mm. per mq di superfice, e in cui NESSUNA lavorazione viene eseguita con taglio o foratura laser o ad acqua.
I gradi di precisione a seconda del pezzo variano da 0,1 mm a 0,01 mm .Il lamierato spianato lo riconoscete perchè si intravedono i segni dell'utensile (si possono togliere ma l'operazione ha un valore solo estetico e costa molto) che noi lasciamo volentieri come ulteriore segnale di garanzia al cliente, se poi si anodizza come facciamo noi, non si nasconde più nulla......è tutto alla luce del Sole.

Ora potete cominciare guardare con attenzione ogni telescopio in commercio. Ma approfondiremo questo tema.

Maxproject

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Posted: Apr 10, 2010 10:45 AM          Msg. 5 of 7
Dunque non è vero che una lavorazione a controllo è precisa? Non è vero se non se ne dichiarano le tolleranze! Se esaminiamo un qualsiasi prodotto mass market (dal C8 ai GSO, ai Bosma, ecc.), tutti sono eseguiti a controllo, perchè nemmeno loro sono così stupidi da mettere uno attaccato ad una macchina utensile a perdere tempo per fare un pezzettino moltiplicato per x volte, hanno macchine (modernissime) a controllo con cambio utensile automatico ecc. alle quali affidano la produzione. Questi produttori di massa economizzano su tutto per poter tenere il prezzo basso: numero dei pezzi costituenti lo strumento, pezzi da fusione dove possibile, leghe economiche, velocità di lavoro.

La velocità di lavoro è quella che fa abbassare drasticamente (rapporti costo 1:10) i costi di produzione di un pezzo.

Se dunque usiamo leghe molto morbide che non scaldano o scaldano poco gli utensili, che costano poco al kg e che ricaviamo direttamente da piastroni o profilati estrusi che si trovano sul mercato, ecco che l'economia per molte migliaia di pezzi è enorme. Se uno pensa questo non riesce però a comprendere perchè le singole parti meccaniche siano così dondolanti e storte.

La risposta anche qua sta nelle economie di produzione: una fresa ad alta velocità (es. 40000 rpm minuto) puo' lavorare in queste condizioni solo se il materiale è molto tenero e non scalda gli utensili. Per non dover tener conto delle relative usure e per risparmiare minuti preziosi basta "allargare" le tolleranze (ecco perchè i pezzi sono imprecisi e sembrano mal fatti, in realtà sono ben fatti ma non con le tolleranze che il buon progettista vorrebbe).

Naturalmente dietro a questa prima economia ci sono tutte le altre: parti in plastica stampate, lamieracci al posto dei tubi, sovvenzioni all'export dal 15 al 17% per cui anche se vendono in pari guadagnano netto il 17%, e via dicendo.......smontando ogni singolo prodotto si possono trovare tutti i punti dove sono state introdotte APPOSTA (e non per stupidità o incapacità ricordiamocelo) le economie.

Questo ragionamento sgombera anche il campo da un malinteso comune: i cinesi non sono in grado di produrre qualità. FALSO ! Non la producono perchè a loro interessa produrre la quantità e nessuno gli riconoscerebbe la qualità al prezzo reale (circa il 10% in meno di un prodotto europeo). Abbiamo scritto cinesi, ma potevamo scrivere anche il nome di alcuni produttori nord americani e via dicendo.

Una considerazione finale, basata sulla nostra esperienza: quando parliamo di prodotti industriali meccanici, di norma la produzione europea e in particolare quella italiana, è sempre superiore a quella di altri paesi, Stati Uniti compresi. E non a caso molti costruttori di macchine, macchinari o macchine utensili si appoggiano alla subfornitura italiana, questa è una eccellenza che dovremmo considerare preziosa per il nostro paese.

Maxproject

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Posted: Apr 11, 2010 12:26 PM          Msg. 6 of 7
Ad una ipotetica buona costruzione e progettazione meccanica, eseguita come da progetto con le tolleranze adeguate, deve seguire un montaggio altrettanto attento. Abbiamo ricevuto feed back da parte di clienti con suggerimenti su modifiche e migliorie apportabili.
Purtroppo alcune di queste non sono applicabili, semplicemente perchè le regole della meccanica lo impediscono (nel processo, nel metodo, nella logica del disegno complessivo).
Se una progettazione ha richiesto circa tre anni di sperimentazione (ed è soggetta a valutazioni di miglioramento dove possibile), è anche sintomatico che molti e moltissimi aspetti sono stati affrontati.
Un pentolone in fusione con il suo bel tubo calandrato davanti lo si disegnava in una settimana.

Ma quali sono le tolleranze applicabili ad un buon strumento astronomico?Dipende da cosa questo telescopio ci deve dare, con che materiale lo facciamo e che peso deve avere una volta costruito.

Cercare precisioni di 0,01 mm su un telescopio interamente in alluminio e sotto i 40 kg. è un po' credere alle fate. Le macchine ce la fanno, i lamierati no, alla semplice operazione di avvitatura o accoppiatura si deformano di una misura ben superiore alla tolleranza che abbiamo impostato in lavoro. Ci sono parti che devono averle queste precisioni (alberini in acciaio rettificato ad esempio......) perchè sono componenti a scorrimenti che potrebbero non funzionare bene in caso contrario.

Quando leggiamo di tolleranze mirabolanti un pochino da ridere ci viene, le vorremmo misurare a strumento montato.

questo non ci esime dal dire che ad esempio in una messa a fuoco a scorrimento queste precisioni ci devono essere, ma è il progetto globale che lo consente.

Concludendo, potremmo dire che grosso modo molto dipende dalla massa e dal peso del telescopio, non è una regola fissa ma è una indicazione di massima.

Maxproject

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Posted: Apr 11, 2010 11:58 PM          Msg. 7 of 7
Ci sono dei particolari che ci rendono subito edotti di come è stato concepito uno strumento.
Sono particolari rivelatori che la dicono lunga sul complesso meccanico.
Ad esempio se notate che la messa a fuoco è messa su niente (cioè è avvitata alla culatta in un telescopio a specchio) capite già da soli che non avrete mai il controllo dell'asse ottico, oppure - al contrario - se la messa a fuoco è messa su una flangia regolabile con le vitine tira spingi, abbiamo l'ammissione che non ci sono lamierati spianati e che la cella non tiene conto ne delle leve del treno ottico ne di un sistema autocentrante........per esempio.

Maxproject

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