Benvenuti nel forum di Northek

Home  Search  Registrati  Login  Lista membri Blogs Post recenti
»Forums Index »Tutte le novità e le richieste sui prodotti NortheK »FORUM DI DISCUSSIONE PER L'ASSISTENZA SUI PRODOTTI NORTHEK »Sul tema della complessità di progetto.
Author Topic: Sul tema della complessità di progetto. (18 messages, Page 1 of 1)

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Nov 8, 2009 10:05 PM          Msg. 1 of 18
Piu' di un astrofilo ha manifestato la propria contrarietà ai tanti sistemi di controllo e regolazione dei telescopi NortheK.
Intendiamo qui il fatto che molti si domandano quanto e perchè nei nostri strumenti sono stati installati tanti sistemi di regolazione diversi.
Partiamo da un concetto fondamentale, che capiamo bene, visto come complesso e OSTEGGIATO dagli astrofili, abituati a produzioni dozzinali e semplificate al massimo con il fine di creare un NON PROBLEMA, nel settaggio e nel controllo degli assi ottici e meccanici.
Certamente il telescopio che si prende e si usa senza nessun controllo, è lo strumento ideale per l'amatore. Purtroppo - siamo spiacenti - salvo certi schemi e in diametri modesti - questo non è possibile. Salvo accontentarsi.
Ma noi pensiamo che un telescopio ben fatto costa molto, e che un telescopio ben fatto ha molte possibilità di regolazione, in modo da performare con qualsiasi set up, e che un telescopio ben fatto è destinato a durare nel tempo.......
Chi non ha la pazienza di mettere a punto il proprio strumento di precisione ottica e meccanica, con fatica forse, ma sicuramente imparando molto, evidentemente è bene si fermi ai mass market orientali, accontentandosi e possibilmente senza ammorbare post e forum con estasiate descrizioni.
Resta il fatto che certi schemi, se non hanno una meccanica ben costruita, non performeranno mai come da progetto, e questo è semplice ed elementare oltre che logico. Basta studiare a quanto ammontano le tolleranze di allineamento in un RC, o in un Cassegrain per capire che forse le tre vitine nel supporto in plastica lasciano un po il tempo che trovano. Come è sciocco perdere tempo sulla correzione del primario magari stritolato dai supporti laterali o deformato dalla cella medesima.......
Maxproject

0

daniela
--
Posts: 515
Joined: Sep 25, 2008

Maxproject Team


Posted: Nov 9, 2009 12:07 PM          Msg. 2 of 18
I mass market fanno quello che possono, ma quello che possono (con i loro limiti) lo fanno solamente se l'utente - con tanta bella pazienza - li regola alla meno peggio e poi in maniera piu' precisa per quanto possibile, ripetutamente, tutte le volte che servono, che sono molto piu' frequenti di un telescopio analogo di qualita' (che naturalmente mantiene la collimazione per un'intera nottata osservativa e che comunque non si scollima mai pesantemente). Chi invece non ha intenzione di mettere a punto lo strumento ha opzioni limitate ma esistenti; salvo pero' i soliti minuscoli doppietti spotting scope, si tratta di opzioni dai costi pesanti, e non solo finanziariamente quando si tratta di acquistare lo strumento. Si spera che chi si orienta verso strumenti del genere non lo faccia perche' "non ha voglia di collimare" anche perche' scoprirebbe molto presto che la fatica per gestire tali strumenti supera di parecchio quella della consueta messa a punto.

Daniela

"L'essenza della liberta' e' la matematica"

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Nov 9, 2009 09:01 PM          Msg. 3 of 18
Come è semplice leggere di appassionati che, memori dei soldi spesi, delle leggende metropolitane e del terrore quasi mistico nel criticare alcuni marchi, giudicano punti di arrivo telescopi (costosissimi a volte) fatti da un tubo in lamiera calandrata ed un cannotto a sostegno del primario (indubbiamente ben fatti), un po' come gridare al miracolo con una macchinina a pedali (indubbiamente ben fatta). Poi - e si sa forse il perchè - questi strumenti vengono SEMPRE rivenduti e mai mantenuti, come mai? Voglia di provare il nuovo o forse prima si rivende prima si riprendono i propri soldi?
Ci sono delle considerazioni logiche, non legate a mode e correnti di pensiero, che non possono essere contrastate. Il buon senso e la freddezza nel giudizio possono aiutare molto coloro che si apprestano a spendere determinate cifre.
Meno voli di fantasia e più concretezza. Questo aiuta.
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jan 4, 2010 10:57 PM          Msg. 4 of 18
E non è un mistero che molti nostri potenziali clienti si stanno domandando se e come si giustifica tutta la complessità meccanica dei nostri tubi.
E' una filosofia aziendale bel precisa, noi siamo convinti che un prodotto di precisione o è di precisione o è un giocattolo. Abbiamo parlato per anni di esigenze che devono consentire alla parte ottica di dare quello che può dare, conformemente al suo progetto, ma perchè dobbiamo perdere tempo a parlare di correzione, rugosità, potere riflettente ecc. , per poi perderci in cretinate esecutive che mortificano anche vetri di alto livello.
Scindere i due aspetti è stupito e un non senso sia economico che progettuale.
Il retrofit del MK è un solo esempio ma se ne possono fare a decine. Come potete pensare che tre viti spanate permettano di raggiungere le precisioni che Thierry raccomanda? forse con la benedizione divina, non certo perchècosi' si è sempre fatto.
La resistenza a passare a sistemi più complessi denota molta pigrizia mentale da parte dell'utente e la decisa volonta di non investire in innovazione da parte dei costruttori, che si limitano a iniettare massicce dosi di elettronica dal costo miserrimo (e sulla cui utilità c'è pure da discutere), per presentare delle novità.
Ma il succo è sempre e solo quello: un lamieraccio rimane un lamieraccio.
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Jan 4, 2010 11:03 PM          Msg. 5 of 18
Ancora oggi, alla consegna dei primi seriali da alcuni mesi, stiamo ottimizzando piccoli aspetti progettuali, che eliminano potenziali interferenze con l'utente. Crediamo che questa ricerca del massimo rigore costruttivo consentito dal prezzo sia un elemento indispensabile per un marchio che cerca con fatica di presentarsi al mercato.
Certamente non vogliamo paragonarci a concorrenti che si dimenticano di annerire viti o che consegnano tubi che sicurvano con la pressione di un dito. Costano poco, valgono poco.
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Mar 18, 2010 10:10 PM          Msg. 6 of 18
Mentre stiamo ultimando i disegni di una parte dei tubi ottici da 350 mm., ci rendiamo conto di quanto sia stata importante l'esperienza fatta con la serie da 250 mm.. Questi 350 mm. sono estremamente evoluti dal punto di vista meccanico, crediamo - e lo dimostreremo - che in ambito amatoriale non ci sarà nulla di confrontabile sul mercato attuale. Ci sono delle profonde innovazioni tecniche e soprattutto una attenzione al dettaglio progettuale di ogni singolo pezzo, riteniamo che questo telescopio in qualsivoglia configurazione, sia uno strumento definitivo per molti astrofili o gruppi di astrofili. Certamente il costo sarà proporzionato alla sofisticazione tecnica (che sarà ulteriormente affinata nella serie professionale), ma stiamo proponendo uno strumento definitivo e assolutamene con prestazioni che "effettivamente", consentono di capire quanto può dare un diametro di questo tipo.
Ha un senso acquistare 350 mm. di apertura e non avere un controllo meccanico e termico adeguato? No, se si vuole lavorare seriamente, sicuramente no.
Oggi abbiamo discusso approfonditamente sulla scelta della potenza del sistema di raffreddamento passivo (che puo' anche diventare attivo), e siamo fermamente convinti di aver portato ad un perfetto equilibrio la meccanica con l'ottica.
Presenteremo entro metà anno le prime tirature delle parti meccaniche in modo da cominciare ad illustrare e ad inserire nel sito i primi dati più importanti.
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Mar 18, 2010 10:36 PM          Msg. 7 of 18
Abbiamo detto precedentemente in questo forum, che la creazione della serie 350 sarà anche seguita dalla produzione dell'accessoristica necessaria per far performare al meglio queste meccaniche.
Anche questo fa parte della complessità del progetto, ma non possiamo esimerci dal compito di fornire alcuni accessori (che non saranno esercizi di stile estetico), perchè purtroppo constatiamo quanto il mercato sia impestato da accessoristica scadente a caro prezzo. Cercheremo di evitare dimensioni o soluzioni lontane dagli standard del mercato, lasciamo questi escamotage ai furbetti, proveremo dove possibile a mantenere passi equiparabili a quelli di altri produttori (cosa molto complessa perchè ciascuno si è fatto gli affari propri), ma è importante affrontare questo tema, non possiamo permettere che un accessorio da poche decine di euro deteriori le prestazioni dei nostri tubi ottici.
maxproject

0

marios
Posts: 184
Joined: Sep 25, 2008

NortheK Accademia


Posted: Mar 18, 2010 10:36 PM          Msg. 8 of 18
Ciao Max, sono impaziente di vederli, buon lavoro.

Mariosssssss.............................

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Mar 18, 2010 10:43 PM          Msg. 9 of 18
Ti procureremo una buona dose di eccitanti cosi da non vederti colpito da svenimenti ......, ma pensiamo che sulla omega non ci sta proprio.....ben per ora solo disegni eh, prima li dobbiamo disegnare tutti (gli schemi) e poi si passa a lavorare sol seghetto per fare i primi pezzi. Comunque vedrai caro Mario che il risultato sarà strepitoso, anche noi siamo ansiosi di cominciare a fresare ma meglio stare calmi e fare le cose per bene, qua si parla di meccanica consistente e molto costosa e gli errori sono sempre delle belle legnate.....
Sarai poi il primo a vedere le foto dei grezzi.

ciao
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Mar 21, 2010 02:38 PM          Msg. 10 of 18
E, per quanto riguarda i telescopi da 250 mm., abbiamo finalmente ultimato (mancano 4 o 5 foto) il manuale d'uso dei nostri tubi ottici. Contrariamente ai nostri stimati colleghi, abbiamo pensato utile e non futile realizzare un corposo testo (circa 40 pagine), che affronta in modo estremamente dettagliato ogni aspetto meccanico dei tubi ottici NortheK.
Con questo documento, in dotazione ai telescopi, il Cliente è in grado di sapere dove mettere le mani e dove NON metterle, ottenendo settaggi di alto livello.........
Presto passeremo al manuale DP 100 e DK 230 per poi iniziare quelli della serie 350, decisamente più impegnativa.
Maxproject


0
Edited by maxproject on Mar 21, 2010 at 10:39 PM

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Apr 17, 2010 03:41 PM          Msg. 11 of 18
Abbiamo avuto in questi giorni una lunga chiaccherata telefonica con un nostro amico astrofilo esperto, su alcune questioni di ordine commerciale e tecnico. Tra le tante cose dette, ne sono emerse alcune di interessanti, che ci danno un "polso" abbastanza realistico delle impressioni che clienti "potenzialmente NortheK" possono avere.

Parliamo dunque di utenti già esperti e con una buona conoscenza di quanto offre il mercato, giacchè a tutti gli altri è possibile per chiunque propinare informazioni abbastanza fuorvianti.

Il primo appunto (ci scusi l'interessato se modifichiamo le parole esatte, ma è per farci comprendere meglio), che è emerso è che pochi hanno compreso bene di quanto andiamo proponendo e perchè lo stiamo proponendo, questo lo diciamo perchè - ad esempio - la questione dei micrometri non è stata compresa. L'utente ci dice "perchè non avete messo una semplice vite di precisione con una molla come xyz?" questa domanda è stata fatta a ragion veduta in quanto un altro astrofilo ha dovuto bloccare con tre viti il sistema di collimazione di un telescopio perchè non si riusciva a tenerla a posto, la paura è che i micrometri si mettano a girare per loro conto o che qualche incauto li sposti (in-avvertitamente). E' una osservazione corretta e che ci rendiamo conto di non aver spiegato. Lo facciamo ora.

La funzione dei micrometri è molto chiara: regolare con assoluta facilità e precisione la collimazione del primario o il back focus dello strumento sul secondario. Facciamo un esempio: esistono telescopi che usano viti di precisione su filetto in bronzo con invito conico per restare centrate e - dopo - una molla di precaricamento (e non è vero manco questo, è una molla e basta se no la vite non funzionerebbe). Questi viti hanno dato ad un utente alcuni problemi perchè si muovevano dalla loro sede e quindi sono state bloccate da altre tre viti in modo da contrapporre una forza maggiore.

Da questo processo meccanico prevedibile, abbiamo optato per il sistema micrometrico.

Nelle celle da 250 mm. non ci sono molle di precaricamento semplicemente perchè non sono necessarie: il micrometro è molto preciso e mantiene in modo rigoroso la posizione in cui viene settato con una tolleranza di 0,02 mm. Il micrometro agisce su di un albero in acciaio rettificato h7 che va ad incastrarsi in uno snodo sferico. Agendo sul micrometro si inclina il piatto dello specchio e NON si scarica nessuna forza sul disco vetroso. Ora se pensiamo ad un RC per esempio, la possibilità di regolare il piano del primario con 0,02 mm di precisione ci rendiamo conto di quanto sia preziosa questa risorsa. Per assurdo potremmo regolare i settaggi anche nel corso di tutta la sessione osservativa.

I micrometri sono in acciaio e agiscono dentro dei cuscinetti in polimero che rendono lo scorrimento assiale preciso ma....un po' duro. Questo non è un difetto di fabbricazione ma una scelta precisa: strozzando un po il cuscinetto in polimero impediamo che anche toccando o appoggiando lo strumento da qualche parte il micrometro si possa spostare accidentalmente. Poi è utile una volta collimato segnare con una matita sul micrometro il punto preciso e se *** per caso *** qualcuno tocca, ci si riporta facilmente nella posizione precedente.

La vite con la molla dietro è molto semplice da realizzare ma ha i suoi problemi, primo fra tutti è la compressione e decompressione non controllabile della medesima, il suo variare nel tempo e con le termiche, il carico "sparato" in direzione del vetro.

Il costo del micrometro non è molto più alto di una vite fatta a regola d'arte. Riteniamo di aver raggiunto il miglior risultato con poca spesa in più. I test ci stanno dando ragione.

Un altro appunto: nella serie 250 l'ingombro dei micrometri non consente l'impiego di ruote portafiltri ecc. Abbiamo installato ruote da 200 mm. senza problemi.

Spider: ci è stato chiesto perchè non abbiamo messo supporti secondario a 4 razze anzichè a 3. Giustamente ci viene fatto notare che regolare 3 spider è più complesso che regolarne 4, rispondiamo che la bibliografia tecnica ci ha consigliato questa scelta e che non riscontriamo grossi problemi di regolazione (pero' se non lo si vede diventa un po' difficile pensarlo), possiamo a richiesta inserire 4 spider anche se non ne vediamo l'utilità se non su immagini di stelle molto luminose in foto a lunga posa......dove l'effetto 3 o 4 si nota e può piacere o meno.

Messa a fuoco: ci viene fatto notare che in telescopi come gli RC da 250 mm. la FT da 2" non è il massimo. Vero, noi montiamo questo accessorio di serie perchè è sufficiente ad utilizzare lo strumento in determinati ambiti e possiamo così contenere i costi pur dando una grande fruibilità del telescopio. Naturalmente a richiesta si possono modificare gli strumenti, purchè il cliente sappia bene cosa cerca e cosa desidera. Stesso discorso per eventuali correttori-riduttori o spianatori: si possono fare ma vanno costruiti su specifica del cliente ......anche i rapporti focale si possono variare.......

Questo per chiarire aspetti che magari sono sfuggiti e che sono sicuramente utili per i nostri clienti.
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Apr 17, 2010 04:16 PM          Msg. 12 of 18
Giusto per proseguire in queste spiegazioni, senza dire più di tanto perchè siamo costantemente monitorati e copiati, diremo le differenze della serie 350 che sta prendendo forma in queste settimane.

Primo punto: il vetro standard passa dal Suprax al Supremax 33 di Schott;
Secondo punto: le tolleranze geometriche del disco di vetro vengono drasticamente ridotte in modo da sposare con più accuratezza la meccanica di alta precisione ai parametri fisici del disco;
Terzo punto: il sistema dei micrometri viene maggiorato con perni da 17 mm in acciaio ad alta resistenza per sostenere la piastra del disco, i micrometri sono di taglia superiore, lo snodo sferico è in acciao inox e bronzo sinterizzato e a gioco zero precaricando LO SNODO e non la piastra con molle a decompressione controllata.........

Gli strumenti sono preparati per accogliere qualunque messa a fuoco di alta gamma sul mercato, per quelli ad alta risoluzione di standard monteremo la FT da 2,5" che essendo pignone cremagliera porta ben 4 kg.

Una sorpresa sul supporto secondario, che è una variante di AxyS, ma non diciamo nulla per ora.

Maxproject

0

marios
Posts: 184
Joined: Sep 25, 2008

NortheK Accademia


Posted: Apr 17, 2010 05:22 PM          Msg. 13 of 18
Quote: Giusto per proseguire in queste spiegazioni, senza dire più di tanto perchè siamo costantemente monitorati e copiati, diremo le differenze della serie 350 che sta prendendo forma in queste settimane.

Primo punto: il vetro standard passa dal Suprax al Supremax 33 di Schott;
Secondo punto: le tolleranze geometriche del disco di vetro vengono drasticamente ridotte in modo da sposare con più accuratezza la meccanica di alta precisione ai parametri fisici del disco;
Terzo punto: il sistema dei micrometri viene maggiorato con perni da 17 mm in acciaio ad alta resistenza per sostenere la piastra del disco, i micrometri sono di taglia superiore, lo snodo sferico è in acciao inox e bronzo sinterizzato e a gioco zero precaricando LO SNODO e non la piastra con molle a decompressione controllata.........

Gli strumenti sono preparati per accogliere qualunque messa a fuoco di alta gamma sul mercato, per quelli ad alta risoluzione di standard monteremo la FT da 2,5" che essendo pignone cremagliera porta ben 4 kg.

Una sorpresa sul supporto secondario, che è una variante di AxyS, ma non diciamo nulla per ora.

Maxproject

--- Original message by maxproject on Apr 17, 2010 04:16 PM
PORCO.......!!

0
Mariossss

Il Saggio coltiva Linux, tanto Windows si pianta da solo.


"E' inutile discutere con un cretino, prima ti abbassi al suo livello, poi lui ti batte in esperienza!"

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Apr 17, 2010 11:24 PM          Msg. 14 of 18
Marios mica ti verranno le lacrime agli occhi spero............

Forse è importante specificare che la serie 350 (355 per la precisione), nasce per montature con portata fotografica di 50 kg. esclusi i contrappesi. Sistemi più leggeri non li consigliamo, nemmeno per l'alta risoluzione (forse pochi si ricordano delle microvibrazioni indotte, che disintegrano molto dettaglio che poi si vanno a cercare con l'elaborazione).

UnitorK è stato ovviamente modificato e irrobustito come tutta la struttura del sistema, fulcro del progetto è la caccia sistematica ai fuori asse e alle deformazioni strutturali durante le sedute osservative. Uno strumento così si deve spremere al massimo in ogni occasione.

Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Apr 19, 2010 10:18 PM          Msg. 15 of 18
Ieri, anche se era domenica, ci telefona un caro amico e si discorre di varie cose anche non astronomiche, e tra i vari argomenti affrontati c'è quello relativo alla utenza potenzialmente interessata ai telescopi NortheK.

Non ne facciamo una questione economica, quanto una questione di capacità nel comprenderne le valenze tecniche e apprendere la normale usabilità del prodotto.

Non ci sono dubbi che chi è alle prime armi o chi ha una naturale impedenza alla schematizzazione di un sistema tecnicamente avanzato, è un utente non ottimale per i nostri strumenti. Potenzialmente portatore di falsi problemi e questioni. Ma proprio per questo Northek insiste continuamente sulle questioni tecniche e sulla propria filosofia strettamente tecnica. Diamo continua assistenza ai nostri clienti, purchè siano disponibili a seguire quanto viene di volta in volta indicato, e non lascino prevalere una eventuale pigrizia mentale.

Imparare ad usare bene il proprio telescopio, NortheK o no, è un minimo passo che qualunque astrofilo deve fare, se no è come pretendere di andare in bici a 30 anni con le rotelline nella ruota posteriore....... Molti problemi strumentali vengono erroneamente definiti problemi strumentali, nella realtà sono incomprensioni tecniche dell'utenza.

Alla luce di questo ragionamento, che speriamo sbagliato ma....non ci sembra, diamo un supporto sia iniziale che anche di installazione e sistemazione dello strumento presso il proprio domicilio se richiesto, questo è particolarmente importante per chi si avvicina per la prima volta a strumenti sofisticati arrivando dai mass market, e forse anche per qualche utente che vuole fare il grande passo dei 355 mm.

Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: Apr 28, 2010 10:20 PM          Msg. 16 of 18
Oggi, mentre si studiava il tema del controllo delle termiche dentro la cella, abbiamo potuto constatare come un errato posizionamento di pochi mm di alcuni componenti, riusciva a scompaginare completamente il regolare smaltimento dell'aria calda dentro la cella e dal disco vetroso. E' sintomatico pensare come piccole cose, difficili da scoprire, facili da correggere, di costo nullo, possono compromettere il funzionamento ottimale di uno strumento. Abbiamo anche definito il back focus esatto della versione DK e Cassegrain Classico, vincolato dal tipo di messa a fuoco scelta come standard (sostituibile a richiesta con altre ovviamente), mentre ci teniamo liberi sul RC perchè qua subentrano altri tipi di problematiche che affrontiamo in modo più specifico.
Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: May 1, 2010 10:45 PM          Msg. 17 of 18
Vorremmo richiamare l'attenzione dei nostri lettori su di un dettaglio abbastanza rivelatore, già che in questi giorni abbiamo visto un nuovo produttore europeo che ha fatto copia incolla dei famosi RC RCOS.
Anche questo costruttore, tra le altre copiature, ha costruito la culatta del telescopio con un struttura alveolare in alluminio (una piastra molto spessa che viene fresata o nervata per avere quella forma). Questa soluzione si giustifica perchè tutta la leva del carico posteriore : messa a fuoco, accessori fotografici o visuali talvolta molto pesanti, si va a scaricare su questa piastra che non deve avere assolutamente flessioni o deformazioni.
Tralasciamo il problema del centraggio ma nei nostri strumenti abbiamo bypassato questo ostacolo realizzando una piastra indipendente che sostiene lo specchio e sulla quale si va ad agganciare il sistema autocentrante. Questo sposta anche più internamente la leva, annullando una parte dei problemi di carichi spostati molto indietro rispetto all'ottica.
Ma questo significa anche che tutti gli altri hanno eliminato un pezzo (la piastra) e lavorano con un cannotto che sostiene specchio e supporti laterali (quando ci sono) e talvolta - con dei braccetti laterali - anche i triangoli flottanti.
Questa estrema semplificazione dei progetti, copiati e replicati dai vari costruttori, si portano dietro anche in automatico anche gli errori concettuali. RCOS che produce telescopi di assoluta eccellenza ovvia a questo con alti livelli di precisione meccanica, e gli altri?

Maxproject

0

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

Team


Posted: May 17, 2010 10:34 PM          Msg. 18 of 18
Certamente diventa una condizione inderogabile, quando si superano certe soglie di spese, fermarsi un attimo a ragionare. Perchè dobbiamo comperare un bene solo per il marchio che lo contraddistingue e non per la sua concezione tecnica? Qua si distinguono i due fronti degli astrofili, quelli che scelgono di apparire e/o sperano di avere in mano un prodotto tecnicamente all'avanguardia, e quelli "rompiscatole" che vogliono capire perchè lo hai fatto così e non in un altro modo.
Ci sono strumenti che esteticamente sono veramente belli! Ma che un occhio non esperto ma accorto manifestano la loro incompetenza progettuale. NortheK pensa di realizzare buoni progetti, forse esteticamente poco accattivanti, ma la nostra prerogativa è la tecnica e non il fashion.
Se osserviamo telescopi, magari dotati pure di un sistema di correzione lungo il cono di luce, che hanno una concezione meccanica ridotta all'osso e una struttura della medesima che già di per se non può garantire determinate resistenze, come possiamo pensare di fare un buon acquisto? Eppure se noi diciamo che un 350 mm pesa 35 kg. e un nostro collega ne fa uno a 25 kg., scommettiamo che il cliente giudica migliore il 25 kg? Ma è importante comprendere che determinati accorgimenti meccanici (e di riflesso il buon funzionamento del complesso ottico) sono vincolati anche e soprattutto al peso finale dello strumento, questo non piace al dilettante, ma è una dura realtà cui tutti cozzano loro malgrado. Non ci sono scappatoie ed è per questo che sosteniamo che oltre i 250 mm. un telescopio non può essere considerato trasportabile, almeno se si è soli e non organizzati in un certo modo. Ed è per questo che tanta cura abbiamo messo anche nei modelli più piccoli!
Maxproject

0
 

 

Time: Wed June 26, 2019 8:22 PM CFBB v1.4.0 47 ms.
© AderSoftware 2002-2007