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Author Topic: Analisi critica. (5 messages, Page 1 of 1)

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Jul 13, 2009 10:36 PM          Msg. 1 of 5
Quando abbiamo, recentemente, messo l'occhio ad un dobson di 450 mm. di apertura autocostruito, ovviamente in condizioni ottimali, abbiamo constatato con stupore che le immagini stellari erano deformate pure al centro del campo visivo. Non si trattava di termiche o di scollimazione, ma bensi' di problemi di figura geometrica dello specchio.
Il nostro stupore è nato dal fatto che l'autocostruttore (che ha rimarcato il nome dell'ottico che gli ha fornito lo specchio, come un "blasone") ha decantato lungamente le qualità del proprio telescopio.
Forse non si è accorto di questo problema allo strumento? O forse abituato ad usarlo sempre così non è avvezzo a certi controlli?
Questo è un esempio delle convinzioni e dello spirito critico di molti astrofili, severissimi quando comperano, molto di manica larga quando assemblano.
Noi speriamo che tutte le righe spese qua e altrove aiutino a comprendere sempre meglio le problematiche di ogni singolo strumento, magari in modo costruttivo........
Maxproject

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Fede67
Posts: 68
Joined: Apr 4, 2009


Posted: Aug 26, 2009 05:28 PM          Msg. 2 of 5
Mmmm...
i dobson da 45 hanno la tendenza ad essere fatti con focali estremamente corte, f4 ed f4.5
La cosa complica non poco la perfetta messa a punto, e lo specchio comunque si oorta dietro dei problemi "fisiologici" non indifferenti.
Lo specchio di un amico, costruito da un blasonato artigiano, è stato riconfigurato e poi sostituito, prima di avere "lo specchio giusto".
Anche lo specchio di Ivan, fatto in un'altra parrocchia, è stato un pochino "sudato".
Sono molto pochi i dobson in cui ho guardato che mi hanno lasciato "pienamente soddisfatto".
La maggior parte di quelli che ho provato non erano ne in temperatura, ne erano collimati correttamente, ne erano usati ad ingrandimenti adeguati all'apertura.
Sono per esempio rimasto delusissimo da un Reginato da 60cm, che avrebbe dovuto essere una "Ferrari", ed invece era una "Dune Buggy"...
Io credo che sui dobson ci siano solo 2 modi di "essere":
o si sta su un prodotto commerciale "economico", accontentandosi di specchi cinesi che non saranno perfetti ma non sono niente male, eventualmente "sistemando" la meccanica, specie la cella,
o si va su specchi costosi, anche artigianali, ma bisogna in questo caso avere la necessaria esperienza, e non è poca, per evitare di essere "gabbati".
La triste realtà degli "artigiani" italiani è che se sei "uno famoso" ti fanno uno specchio galattico, ma se sei un "pirla qualunque" tendono a rifilarti quello che non riescono a vendere ai "guru".
Ovviamente con i debiti casi particolari, ed i debiti colpi di sfiga.
Se invece ci si rivolge a "vetrai stranieri" generalmente ci si trova davanti degli specchi con una qualità piuttosto uniforme, e si rischia meno la "fregatura".
Imho.
Edited by Fede67 on Aug 26, 2009 at 05:29 PM

maxproject
Posts: 3279
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Sep 4, 2009 10:19 PM          Msg. 3 of 5
Il newton dobson è lo strumento principe per l'astrofilo, con grandi vantaggi e con grandi svantaggi, lo spirito del suo inventore è quello di poter disporre a poca spesa di uno strumento funzionante e trasportabile.
Questa originale impostazione col tempo si è modificata anche in funzione delle diverse esigenze degli astrofili. Oggi c'è più disponibilità finanziaria, c'è più disponibilità di accessori e ottiche di buona qualità a prezzi accessibili, non c'è più il cielo di una volta.
Per quello che ci riguarda, siamo sostenitori di una impostazione semplice e che semplifica le scelte:
dobson "economico" = autocostruzione
dobson "performante" = costruito da un marchio e per diametri generosi.
Intendiamoci: autocostruirsi un dobson anche di 300-350 mm. puo' spaventare, ma incoraggiamo molto e costantemente gli astrofili ad intraprendere questa strada. I motivi sono semplici: qualità sicuramente superiore ai mass market, grandissima soddisfazione personale, apprendimento di tantissime nozioni che comperando un prodotto "confezionato" non si imparano mai, queste nozioni sono poi alla base di altre scelte che devono essere più ponderate.
Parlando con molti astrofili ci accorgiamo di come ci si spaventi nell'intraprendere un progetto di questo tipo, ma pensiamo che - ad esempio - mettersi magari in due appassionati oltre che a dividere la spesa ci si aiuta e si superano facilmente i piccoli ostacoli che si incontrano. E' più difficile pensarlo che farlo.
Resta intesa che a seconda delle proprie disponibilità si puo' realizzare al meglio il proprio telescopio, sofisticandolo un pochino magari con una messa a fuoco migliore o con una cella un po' più idonea.......
Non andremmo oltre i 300 mm. per l'autocostruzione di un primo telescopio, anche se il nostro amico Ivan ha fatto come primo strumento un 350 mm. ottimamente riuscito, e che sta dando molte soddisfazioni, sicuramente superiore ai vari importati dall'oriente e con un costo tutto sommato accettabile.
Si tratta di lavorare legno e non metallo, riservato solo a poche parti, e quindi con utensili che anche acquistandoli costano veramente poco (nel mercato hobbystico oramai gli utensili a bassa intensità di utlizzo costano veramente niente).
NortheK è ovviamente disponibile ad aiutare con qualche consiglio chi lo desidera, in modo disinteressato e non vincolando questo all'acquisto di componenti originali.
Per quanto riguarda invece, potenziali di spesa molto più elevati (5-10.000 euro e oltre), ecco che diventa interessante rivolgersi ai costruttori italiani o stranieri. Francamente vediamo molti dobson che non hanno ragione d'essere: un autocostruttore (escludendo le ottiche) puo' tranquillamente realizzarlo con un minimo di accortezza, magari con l'aiuto e la consulenza di altri amatori.
Un dobson acquistato, escludendo prodotti di bassa qualità, ha un senso dai 450 mm. in su, ma intendiamoci: per funzionare bene è necessario porsi dei budget di spesa elevati. Non serve a niente un 450- mm. e oltre che è tutto astigmatico, o che flette o che ha gli assi ottici sbilenchi......e con queste masse c'è poco da scherzare.
Il mercato trabocca di 400 mm. che hanno il secondario che se ne va per conto suo, ottiche simili alla cartavetro, celle che lavorano su molloni da pochi cent, ecc........Non è questa una strada da seguire -- a nostro parere -- per diametri importanti........meglio performa uno strumento una spanna inferiore ma ben fatto, e chi osserva fianco a fianco lo può confermare.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Sep 8, 2009 09:46 PM          Msg. 4 of 5
Rimane, a conti fatti bene, che realizzare uno strumento di 500 mm. veramente performante, dobson o no, il costo finale è molto elevato (si purtroppo è cosi' se non si vuole usare legname di varia provenienza e lavorazione, e se si vogliono salvaguardare tutti i presupposti di un funzionamento corretto).
Il dobson va dunque inteso, in questo caso , come "telescopio riflettore di grande diametro altazimutale", è sotto questo aspetto, con tutte le prerogative cercate, che va sviluppato il ragionamento di un newtoniano da 5-600 mm. utilizzabile visualmente al massimo delle proprie potenzialità.
Scappatoie non ce ne sono, se non scendendo a compromessi, e di compromessi ce ne sono molti sui dobson anche blasonati che abbiamo visto fino ad oggi.
Maxproject

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maxproject
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Posted: Oct 3, 2009 05:01 PM          Msg. 5 of 5
E noi che faremo?
Sappiamo che presto ci sarà un nuovo produttore di dobson sul mercato, immaginiamo che ricalcherà le orme di prodotti conosciuti.
Ha un senso un dobson NortheK? Non possiamo e non vogliamo entrare nell'arena dei falegnami, ne tantomeno di dobson che di prestigio hanno solo il nome.
Ripetiamo, il dobson Northek è: Telescopio Altazimutale di Grande Diametro (TAG)

E questo spiega già molto di quanto andremo a proporre.

Maxproject


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Edited by maxproject on Oct 3, 2009 at 05:04 PM
 

 

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