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»Forums Index »Tecnologia e tecnica astronomica »TECNICA E TECNOLOGIA ASTRONOMICA »Acclimatamento rifrattori
Author Topic: Acclimatamento rifrattori (7 messages, Page 1 of 1)

zandor
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Posts: 85
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Apr 8, 2009 05:42 PM          Msg. 1 of 7
Spesso si parla molto di acclimatamento delle ottiche, il piu' delle volte il discorso si rivolge ai grossi riflettori, volevo sentire qualche parere riguardante i rifrattori, ho notato che il mio taka tsa 102 che è un tripletto abbisogna in condizioni di temperatura normale di almeno di 20-25 i minuti, dopo i queli prende il turbo. Alla luce di cio quanto tempo di acclimatamento un tripletto da 150 abbisognerebbe nei mesi invernali...il discorso dipende solo dallo spessore delle lenti o varia anche col diametro e con la tipologia del tripletto (ad esempio gli spaziati in olio)?



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Edited by zandor on Apr 8, 2009 at 05:44 PM
Edited by zandor on Apr 8, 2009 at 05:44 PM

zandor
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Posts: 85
Joined: Sep 25, 2008

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Posted: Apr 8, 2009 05:52 PM          Msg. 2 of 7
So che il tema è stato presentato in precedenza, ma mi sarebbe piaciuto sentire un'opinione con qualche esempio.

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massimoboe
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Posts: 338
Joined: Sep 25, 2008

Owner - NortheK Accademia


Posted: Apr 8, 2009 09:31 PM          Msg. 3 of 7
In linea generale potremo sicuramente pensare che un grosso obiettivo rifrattore (esempio: 150 mm.) puo' avere problemi di termostatazione. Anche qua bisogna chiarirsi bene, perchè se il tubo è costruito bene e con le giuste dimensioni, le problematiche sono quelle di un qualunque tubo astronomico chiuso ne più ne meno, con la differenza che non avendo lo specchio primario il rifrattore ha solo una parte chiusa dal vetro (uno schmidt cass ne ha due e tutte e due devono andare in temperatura). Si puo' sostenere che se il rifrattore è un doppietto/tripletto ecc. avremo molto spessore e quindi faremo molta fatica a termostatare, questo è in parte vero ma, per una analisi accurata bisogna anche considerare i vetri utilizzati e i relativi coefficenti termici, rimane comunque che la cella deve essere costruita molto bene e che anche il tubo (ben più lungo di un SC) gioca il suo ruolo..........
Nel momento in cui inizieremo a strutturare il progetto meccanico del DP150 posteremo tutte le analisi termiche di questo strumento che rimane comunque già un colosso nel suo genere.
Max

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massimoboe
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Posts: 338
Joined: Sep 25, 2008

Owner - NortheK Accademia


Posted: Apr 8, 2009 09:35 PM          Msg. 4 of 7
Ah ecco: io ho il medesimo tempo di acclimatamento col mio che è un doppietto, quindi non penso che dipenda, in diametri modesti, molto il fatto di essere a due o tre lenti, o il liquido di contatto......lo escluderei.
Max

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maurizio
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Posts: 143
Joined: Sep 25, 2008


Posted: Apr 8, 2009 11:48 PM          Msg. 5 of 7
sicuramente i tripletti soffrono di un acclimatamento più lungo, specialmente i grossi diametri, in quanto lo spessore diventa importante, specie poi se i rapporti focali sono spinti.
Per esempio il mio 155 f.7 autocostruito ha uno spessore di 45mm, quindi i tempi di acclimatamento d'inverno, visto che lo tengo in casa, supera anche un'ora e mezza.

Maurizio

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daniela
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Posts: 515
Joined: Sep 25, 2008

Maxproject Team


Posted: Apr 12, 2009 03:38 AM          Msg. 6 of 7
Non sottovalutate i problemi di termostatazione dei rifrattori anche relativamente piccoli. I tripletti poi sono particolarmente ostici. Non credo che la spaziatura in olio o aria faccia una grossa differenza. Pero' cari amici io Vi inviterei a non sottovalutare queste problematiche, e a non accontentarvi di 20-25 minuti che sono il tempo caratteristico di un doppietto da 80-90 e non certo di un tripletto. Qualche volta si vedono all'oculare delle immagini dignitose e ci si accontenta di questo, ma io Vi inviterei almeno una volta a termostatare come si deve, e dopo delle immagini dignitose (su un telescopio di qualita' e che avete pagato dei bei soldi...) non vi accontenterete piu'. Non dimentichiamo poi che le problematiche termiche livellano le performances degli strumenti, uno strumento mediocre o scollimato e uno strumento ben fatto non sono troppo diversi nella prima oretta di osservazioni..... poi la differenza c'e' e si vede.
PS Il FSQ-106 un doppietto doppio, che se qualcuno di voi ha avuto occasione di prendere in mano e'... come dire... minuscolo, ha scritto nel suo manuale di istruzioni che necessita di almeno 30 minuti di acclimatazione. Questo naturalmente per differenze di temperatura piccole, in quanto il costruttore avverte di non sottoporlo assolutamente a sbalzi di temperatura, perche' la delicata fluorite potrebbe spaccarsi.
Zandor sono certa che dopo una mezzora le immagini migliorano decisamente rispetto a quando lo porti fuori, ma sono ancora piu' certa che il tuo tsa dopo un'ora - un'ora e mezza lavorera' ancora meglio. Puoi anche domandare a Riccardo S, forse lo conosci, lui ha un tripletto Stellarvue da 90mm e ti sapra dire meglio di me su uno strumento abbastanza simile al tuo anzi un po' piu piccolo. Non farti ingannare dal fatto che sono strumentini piccolini....

Daniela

"L'essenza della liberta' e' la matematica"

Fede67
Posts: 68
Joined: Apr 4, 2009


Posted: Apr 13, 2009 12:55 AM          Msg. 7 of 7
Il mio 66ED si acclimatava nello stesso tempo di un oculare: 10 minuti e dava già il meglio di se...
il mio NP101, che è un Petzval con un doppietto in cima ed un doppietto in fondo al tubo, e "dentro" l'aria non circola, ci mette davero molto...
riesco ad avere immagini buone dopo una mezz'ora, ma come dice Daniela, perchè dia il meglio ci mette davvero tanto, appunto un'ora-un'ora e mezza...
 

 

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